di Luca Marrone

Modena. Spunta uno stalker. Un uomo sposato, che sembra perseguitasse Alice Neri di persona e con messaggi. È quanto emerge dalla testimonianza di un conoscente che lavorava con la giovane donna.

La mamma 32enne di Ravarino è uscita di casa il 17 novembre per un aperitivo con un collega. Il giorno dopo, il suo corpo è stato rinvenuto carbonizzato nel bagagliaio della sua auto, in un campo isolato, a Fossa di Concordia.

Secondo quanto riportato dal Resto del Carlino, il molestatore sarebbe qualcuno che Alice aveva conosciuto presso l’azienda di Cavezzo dove lavorava da circa cinque mesi. La donna avrebbe riferito di attenzioni indesiderate molto frequenti ed era stata vista intenta a discutere con un uomo. Secondo le dichiarazioni del conoscente, “lei lo aveva denunciato”: una segnalazione ai suoi superiori per comportamento molesto, in seguito alla quale sarebbe giunto un tempestivo ammonimento da parte dell’azienda. Per il momento, a quanto sappiamo, vi sono comunque solo due iscritti nel registro degli indagati per omicidio, un atto dovuto allo scopo di consentire i necessari accertamenti: il marito di Alice e il collega con cui aveva passato la serata (e che, dopo l’aperitivo, si è diretto verso San Possidonio, mentre lei risulta essere rimasta ferma in auto per una decina di minuti prima di ripartire).

Intanto sono in corso accertamenti sul telefonino della donna, per valutare chi possa aver disattivato la geolocalizzazione, la stessa Alice o il suo assassino. L’ultimo dato georilevato è in corrispondenza di un semaforo non lontano da bar in cui la giovane aveva preso l’aperitivo.

Molto risalto ha avuto anche il fatto che, mercoledì, due giornalisti di Mattino Cinque, nel corso di un collegamento dalla campagna di Fossa dove è stato recuperato il cadavere, hanno trovato le maniglie di un’auto, bruciacchiate ma intatte. Ci si è ovviamente chiesti se provengano dall’auto di Alice e se vi si possano rilevare tracce utili all’indagine. Sembrerebbero, in effetti, compatibili con una Ford Fiesta, appunto l’auto della donna. Ed è possibile che siano state rinvenute solo ora, a molti giorni dalla scoperta del cadavere, perché rimaste nascoste sotto le foglie e rivelate infine dalla recente pioggia. Per il momento, comunque, non vi sono certezze.

Altro elemento riportato dai giornali è quanto riferito da un testimone circa un monopattino visto passare venerdì sera, verso le 21, nella zona del rinvenimento del corpo. Il testimone, un residente della zona, lo ricorda perché in quel tratto, da via Griffona, non transita mai nessuno. D’altra parte, a quanto si legge, il passaggio sarebbe avvenuto solo dopo la scoperta del delitto e, dunque, potrebbe non essere correlato con la vicenda.