La giornata di oggi segna una svolta importante e sicuramente decisiva nella strada che porta alla formazione del nuovo governo.

La premier in pectore Giorgi Meloni ha infatti ricevuto presso la sede nazionale di fratelli d’Italia sita in via della scrofa, l’alleato di governo Silvio Berlusconi, per sanare la frattura che c’era stata mercoledì nel giorno della votazione per il Presidente del Senato. La ricomposizione del quadro era già stata ventilata e data per scontata dalle “colombe” che si sono spese nelle scorse ore, non solo telefonicamente ma anche fisicamente, in quanto a Villa grande, residenza romana del cavaliere sull’Appia antica, erano arrivati come in una processione solenne il suo cerchio magico, composto dai familiari, consiglieri storici come Gianni Letta ed i parlamentari più vicini al cav. con lo scopo di fare da pontieri e di ricollocare lui ed il partito sulla via della ragionevolezza e della ricucitura con la leader di fdi.
E alla fine i suoi fedelissimi, con molta fatica, lo hanno convito ad accettare il fatto che non potrà più a sedere a capotavola, e che per di più dovrà lasciare suddetto posto ad una donna. Non prenderne atto avrebbe significato mettere fine alla sua lunga e seppur controversa indubbiamente gloriosa storia politica.

È stata inoltre una giornata storica anche perché l’ex premier non si era mai recato fisicicamente “in trasferta”, cioè nella sede di un altro partito del centrodestra, essendo stato sempre lui, dal 1994 al 2018, il leader incontrastato di quel campo politico ed avendo pertanto organizzato ed ospitato ogni vertice del centrodestra, che si era sempre tenuto o nella sua residenza romana o monzese, o al massimo nelle sede istituzionali.

La strada della diplomazia era l’unica via e come tale è stata percorsa, con un Paese che soffre e l’inflazione galoppante,  uno strappo sarebbe stato assurdo, non tanto e non solo per gli elettori di centrodestra, ma per tutti i cittadini che non avrebbero capito e perdonato, in un momento storico così duro, ritardi o anche solo litigi per l’assegnazione delle varie caselle ministeriali.
D’ altronde qui non si trattava di andare a formare un accordo tra 2 forza parlamentari distinte che cercano un’intesa per una maggioranza di governo, perché in questo caso la maggioranza c’era e c’è già ed è quella uscita dalle elezioni del 25 Settembre su mandato degli elettori.

Allora il centrodestra andrà unito alle consultazioni con il presidente della Repubblica.
Adesso occorreranno i tempi tecnici costituzionalmente previsti, con la votazione dei vice presidenti delle camere e dei questori nella giornata di mercoledì 19 (cariche spettanti alle opposizioni) e l’elezione dei capigruppo.
Giovedì 20 probabilmente è la data buona per l’inizio delle consultazioni che si preannunciano lampo, con Giorgia Meloni che potrà vedersi conferito l’incarico forse già nella serata di venerdì 21.
Sabato, dopo aver accettato l’incarico con riserva, la leader del centrodestra salirà nuovamente al Quirinale con la lista dei ministri, mentre per il giuramento si dovrà verosimilmente attendere la mattina di lunedì 24 ottobre. (Ricordiamo che con il giuramento l’esecutivo è già nel pieno esercizio delle sue funzioni nell’attesa ovviamente della fiducia presso le camere).