Nasceva oggi Vittorio Gassman nel 1922, il gigante della storia del cinema italiano al quale Roma ha dedicato una mostra, fruibile fino a un paio di mesi fa, in onore del suo centenario.
Dopo aver frequentato i corsi universitari di giurisprudenza, si iscrisse all’Accademia d’Arte Drammatica e nel 1941 esordì in palcoscenico, non ancora diplomato, con La nemica di Niccodemi a fianco di Alda Borelli. Si distinse subito per la sua spiccata vena attoriale, la sua presenza scenica e il suo temperamento.
Ebbe un enorme successo riconosciuto ovunque e da tutti ma, nella sfera personale, soffrì di bipolarismo e di depressione. Si affermò come attore lavorando, ad esempio, con Guido Salvini, Luigi Squarzina e il mitico Luchino Visconti, diventando, infine, direttore unico d’una propria compagnia, nel 1945: ricordiamo Un tram che si chiama desiderio di Williams, Oreste di Alfieri, Amleto, Otello, Kean di Dumas padre, giungendo ad Adelchi di Alessandro Manzoni. Resta celebre la sua interpretazione del dramma di Pier Paolo Pasolini Affabulazione, importante anche per la carriera del figlio Alessandro.
Significativa è anche la sua carriera televisiva: partecipa alla trasmissione d’intrattenimento intitolata Il mattatore, con la regia di Daniele D’Anza, e alle trasposizioni per il piccolo schermo di alcuni suoi successi teatrali.
È dal 1946 che la sua attività cinematografica diventa sempre più florida: I soliti ignoti, La grande guerra e L’armata Brancaleone di Mario Monicelli, Il sorpasso, I mostri, Anima persa, Tolgo il disturbo, Caro papà e Profumo di donna di Dino Risi, C’eravamo tanto amati e La terrazza di Ettore Scola, Lo zio indegno di Franco Brusati e ancora altri.
Stasera è possibile seguire il miniciclo “Gassman 100” in televisione, su Cine34, La7, Rai Movie, Rai Storia, Sky Cinema e Rete4, per visionare tre capolavori di Dino Risi, col quale Vittorio Gassman lavorava spesso.