Lando Buzzanca, battezzato Gerlando, nasce a Palermo il 24 agosto 1935. L’attore è uno dei maggiori esponenti della commedia all’italiana, oltre ad essere la maschera del tipico siciliano ardente e focoso: tale incarnazione emerge in vari film diretti da Germi (in “Sedotta e abbandonata” interpreta l’inetto fratello di Stefania Sandrelli), da Pietrangeli (ne “La parmigiana” è l’ottuso fidanzato di Catherine Spaak) e da De Sica (in “Caccia alla volpe” è un carabiniere).

Dopo aver provato vari lavori come il cameriere, il traslocatore o la comparsa, arriva a Roma a diciassette anni per intraprendere la carriera di attore, piena di soddisfazioni anche all’estero. Ad esempio, in Francia, Spagna, Giappone rappresenta l’icona dello stereotipo internazionale dell’italiano “provincialotto”, elegante, virile, furbo ma non troppo, che non riesce a costruire nulla di concreto.
Nei suoi film incarna l’italiano medio nella sua estrazione meridionale durante gli anni del miracolo economico. Essi, infatti, raccontano le storie degli anni ’60, ’70 e anche ’80, in bilico tra il crescente benessere e la stagnazione nella piena realizzazione economica, personale e professionale degli italiani. Ha interpretato il “merlo maschio”, in situazioni grottesche, riguardanti la frustrazione dell’italiano medio e dell’uomo comune, attraverso temi quali il matrimonio come istituzione borghese o il voyeurismo come linfa della commedia erotica di quegli anni.
Voluto da grandi attori e registi, come Salce, D’Amico, Steno, per i loro film, Buzzanca è noto per le sue doti attoriali eccellenti che si rilevano nella camaleontica capacità mimetica: per Fulci ha, infatti, riprodotto esattamente le fattezze del politico democristiano Emilio Colombo in “All’onorevole piacciono le donne” e per D’Amico è stato la copia perfetta di Concetto Lo Bello ne “L’arbitro”.
Tra le sue altre interpretazioni, si ricordino anche quelle di: Divorzio all’italiana, regia di Pietro Germi (1961); La parmigiana, regia di Antonio Pietrangeli, (1963); I mostri, regia di Dino Risi – episodio “Come un padre”, (1963); Sedotta e abbandonata, regia di Pietro Germi (1964); Don Giovanni in Sicilia, regia di Alberto Lattuada (1967), appartenenti soprattutto alla Commedia all’italiana, e tanti altri.