Oggi è l’anniversario della nascita della Croce Rossa, infatti il 22 agosto 1864, esattamente 152 anni fa, venne firmata la “Prima Convenzione di Ginevra per il miglioramento delle condizioni dei feriti delle forze armate in campagna”.

Tale documento si basava sulle idee di Henry Dunant e divenne, ben presto, la fonte d’ispirazione per la nascita del diritto internazionale umanitario contemporaneo (DIU): il simbolo protettivo racchiude, tra i suoi punti chiave, la protezione delle vittime nei conflitti, l’obbligo di estendere le cure a tutti i bisognosi senza alcuna discriminazione, il rispetto del personale medico, del materiale e delle attrezzature sanitarie, sottolineando il diritto dei militanti feriti ad essere curati in qualunque nazione appartengano.
I sette Principi Fondamentali del Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, che guidano e illuminano le azioni dei volontari sono: Umanità (ci si adopera per prevenire e lenire in ogni circostanza le sofferenze degli esseri umani, per far rispettare la persona umana e proteggerne la vita e la salute; occorre favorire la comprensione reciproca, l’amicizia, la cooperazione e la pace duratura fra tutti i popoli), Imparzialità (non esiste alcuna distinzione di nazionalità, razza, religione, classe o opinioni politiche), Neutralità (occorre spegnere ostilità di qualsiasi genere e controversie di ordine politico, razziale e religioso), Indipendenza (le società nazionali devono essere pronti ad agire in ogni momento, rispettando i principi del Movimento), Volontariato (non ci sono fini di lucro), Unità (nel territorio nazionale ci può essere una sola associazione di Croce Rossa, aperta a tutti) e Universalità (tutte le società nazionali hanno uguali diritti e rispondono al dovere di aiutarsi reciprocamente). Questi ultimi, adottati nella Conferenza Internazionale della Croce Rossa nel 1965 a Vienna, sono i portavoce del Movimento, della CRI e di ogni volontario.
La possibilità di garantire la neutralità e la protezione alle ambulanze, agli ospedali militari, al personale sanitario, al materiale adoperato, ai soccorritori dei feriti che mettono a repentaglio anche la propria vita, fa sì che il simbolo della croce rossa, inserito su uno sfondo bianco, venga riconosciuto come rappresentativo di protezione e neutralità a livello internazionale. I colori invertiti, senza alcun significato religioso, sono i colori federali della bandiera svizzera, un omaggio al paese ospitante.
“Il documento, testo capitale per la nostra azione umanitaria e dalla portata rivoluzionaria – sostiene il Vicepresidente della Croce Rossa Italiana, Rosario Valastro –  forse ancora oggi è sottovalutato. È, perciò, importante, una volta di più, ribadire le novità contenute in esso: garantisce neutralità e protezione alle ambulanze e agli ospedali militari, al personale delle équipe sanitarie e al materiale utilizzato, a prescindere dagli schieramenti; estende la protezione anche alla popolazione civile che si adopera per i soccorsi ai feriti; adotta la croce rossa su sfondo bianco quale simbolo di protezione e neutralità; riconosce a livello internazionale l’emblema, privo di significato religioso”.
Ancora oggi, purtroppo, esistono tanti episodi dove le DIU vengono violate ed è, dunque, necessario ribadire e ricordare costantemente l’importanza di salvare vite umane, salvaguardando non solo quella degli altri ma anche la propria.

Oggi la Croce Rossa è la maggiore organizzazione umanitaria del mondo, pronta a battersi per i più fragili nella difesa dei diritti fondamentali dell’essere umano.