Rita Ori Filomena Merk-Pavone, nota come Rita Pavone è una cantante, attrice e showgirl italiana naturalizzata svizzera, nata a Torino il 23 agosto 1945.
Nota come la ‘Zanzara’ dal nome di un suo omonimo film, fu soprannominata anche ‘Pel di carota’, a seguito del colore rosso della sua capigliatura. Si cimenta ben presto nel mondo dello spettacolo e incide dischi che diventano famosi in tutto il mondo, tradotti in sette lingue diverse, scalando anche le classifiche del Regno Unito. Molte sono, infatti, le etichette per le quali Rita incide a livello internazionale: Decca nel Regno Unito; Teldec e Polydor in Germania; Barclay, RCA e Phonogram in Francia e infine, RCA Victor per gli Stati Uniti, Giappone e tutto il Sud America. Una leggenda afferma che probabilmente il suo nome sia stato citato anche in un album dei Pink Floyd.
Esordisce, dapprima, al Teatro Alfieri di Torino in uno spettacolo per ragazzi dal titolo Telefoniade,in cui la Pavone si trova per la prima volta davanti a un pubblico: durante il primo tempo appare truccata da ragazza di colore con addosso un frac di raso nero nell’interpretazione di Swanee, brano del cantante statunitense Al Jolson; poi, nel secondo tempo, nei panni di un’inglesina in visita a Roma cantando il brano di Renato Rascel, Arrivederci Roma. Negli anni Sessanta è attiva nelle feste studentesche e in alcuni locali torinesi, dove le viene affibiato il soprannome di ‘Paul Anka in gonnella’ grazie alla scelta di un repertorio che prediligeva proprio i brani del famoso cantante canadese.
Dopo le vittorie a vari festival come il Festival degli sconosciuti di Ariccia, ottiene un provino con l’RCA Italiana e un contratto discografico, destinato a sancire la sua fama internazionale. Dal 1963, infatti, Rita raggiunge una vasta popolarità: basti pensare a canzoni come La partita di pallone, Sul cucuzzolo – scritte da Edoardo Vianello -, Alla mia età, Come te non c’è nessuno, Il ballo del mattone, Non è facile avere 18 anni, Datemi un martello.
Diventa celebre per l’interpretazione, destinata a segnare tutta la sua carriera televisiva, del 1964 nello sceneggiato televisivo Il giornalino di Gian Burrasca, diretto da Lina Wertmüller, con musiche di Nino Rota. Sigla di questo programma è il brano Viva la pappa col pomodoro, tradotto in molte lingue.
Partecipa a Canzonissima, con due cover di successo: Stai con me (Stand by me) e Finalmente libera (Free again), quest’ultima tratta dal repertorio di Barbra Streisand. Nel 1972 partecipa a Sanremo, tra gli anni Ottanta e Novanta si esibisce all’Olympia di Parigi, sino ad arrivare al 2006 quando, alla trasmissione Rai L’anno che verrà, dichiara che sarebbe stata la sua ultima esibizione in pubblico. Tuttavia, nel 2014, intraprende il tour Rita is Back!, con sei concerti teatrali dal vivo, per la gioia di tutti i suoi fan.
Si esibisce anche a Ballando con le stelle e al talent show All Together Now – La musica è cambiata su Canale 5 tra il 2020 e il 2021.
Con lo spirito combattivo e le sue opere incisive, Rita Pavone ha incarnato la ribellione e il sentimento di libertà dei giovani degli anni Sessanta, temi declinati attraverso i musicarelli, film musicali attivi tra il 1965 e il 1967: ricordiamo Rita, la figlia americana (1965) con Totò e la regia di Piero Vivarelli; Rita la zanzara (1966) con Giancarlo Giannini e la regia di Lina Wertmüller; Non stuzzicate la zanzara (1967), con Giancarlo Giannini e Giulietta Masina, con la regia di Lina Wertmüller. La presenza della “musica nostra”, i movimenti scatenanti del corpo nei balli, il mito di Elvis Presley, la voce graffiante e le urla, hanno contribuito a sviscerare il conflitto generazionale con i padri chiamati “matusa” e a costruire l’identità giovanile attraverso un linguaggio comune quale quello della musica.