di Michel Emi Maritato

La Beccalli potrebbe essere stata uccisa dall’amico per il rifiuto a un approccio sessuale

Sabrina Beccalli, la donna scomparsa a Crema nella notte di Ferragosto continua a far parlare di sé. Emergono nuovi elementi dalle indagini in corso. Una storia inquietante: l’uscita notturna, la macchina bruciata, la carcassa di un cane carbonizzata, il cadavere introvabile, i tentativi di depistaggio di Alessandro Pasini, suo amico da anni, fortemente indiziato e iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di presunto omicidio e distruzione di cadavere. Tutto inizia tra il 14 e il 15 agosto, ultima traccia di Sabrina un messaggio inviato al figlio quindicenne Omar: “buona notte amore mio, a domani”. Le tenere parole di una mamma. Sabrina, operaia 39enne, nonostante la burrascosa separazione era una madre amorevole. Ė sparita di colpo e forse uccisa per avere rifiutato delle avances da parte di Alessandro. Questa la terribile ipotesi su cui si stanno concentrando gli investigatori. Pasini, impiegato di 45 anni sarebbe amico di vecchia data della vittima, con un curriculum non proprio specchiato: tossicodipendente con precedenti per droga, rapina e resistenza. Dal carcere in cui si trova ha tentato più volte di depistare le indagini fornendo svariate versioni dei fatti. In quella notte potrebbe essere successo di tutto a Sabrina. Un matrimonio fallito alle spalle, un passato turbolento, problemi economici oggi apparentemente risolti e la volontà di offrire un futuro a suo figlio Omar. Nonostante le difficoltà, Sabrina è descritta da parenti e amici come una persona solare dalla vita regolare e sempre sorridente. Quella notte la donna si è allontanata dalla casa popolare del quartiere San Bernardino di Crema per seguire non si sa cosa, con la sua Panda resa poi irriconoscibile dalle fiamme. Viene fuori un appuntamento con Pasini, che vive non lontano dalla sua casa, un incontro notturno che sarebbe poi degenerato. A incastrare l’uomo una telecamera, che ha ripreso tre momenti differenti in cui lo stesso, nel giorno di Ferragosto, conduce la Panda nel luogo in cui è stata ritrovata bruciata; alcuni minuti dopo le riprese lo immortalano mentre torna a casa col monopattino che aveva caricato sull’auto e, nell’ultimo video delle 21:25 lo si vede dar fuoco alla utilitaria. Dal tunnel in cui è entrato, Pasini cerca di tirarsi fuori attraverso la sua versione, che lo vorrebbe in compagnia di Sabrina in via Porto Franco, nell’abitazione in cui vive la compagna con cui avrebbe rotto pochi giorni prima e che in quei giorni è in vacanza in Sicilia. Con Sabrina si sarebbero visti per consumare insieme cocaina ed eroina poi la richiesta dell’uomo di avere un rapporto che l’amica avrebbe rifiutato. E la deposizione continua riferendo che si sarebbe assopito e poi risvegliato per un improvviso rumore, che lo avrebbe condotto in bagno, dove Sabrina era riversa nella vasca esanime, con tutti i segni della morte per overdose. Da qui il panico, che lo avrebbe indotto a trasportare via il corpo della donna, per evitare che la ex compagna lo rinvenisse nella sua abitazione. Poi il folle viaggio in macchina verso la frazione di Vergonzana e il ritorno in serata con la tanica di gasolio per dare fuoco alla vettura. E da qui i misteri, perché nell’auto il cadavere di Sabrina non è mai stato ritrovato. Sembra che l’uomo per confondere gli inquirenti, si sia procurato un cane randagio in uno scambio di resti che poco ha convinto gli esperti della scientifica. E dai sopralluoghi di inizio ottobre sono emersi altri aspetti inquietanti: non si rintracciano le chiavi di casa di Sabrina ma l’appartamento, trovato chiuso dai carabinieri il 15 agosto, il giorno dopo era aperto. Stesso discorso riguarda la borsa, perché sembra altamente improbabile che una donna uscita in piena notte non la porti con sé. Poi le tracce di sangue, numerose nell’appartamento di via Porto Franco, presenti in tutti i locali. Sul ballatoio, sul corrimano, sulle scale e ora i carabinieri del Ris ne dovranno stabilire l’attribuzione. Anche la forma delle tracce ematiche può essere importante, con questa si potrebbe stabilire la posizione della persona ferita secondo la loro disposizione. Elemento che vanificherebbe la deposizione di Pasini è la testimonianza di una vicina di casa che avrebbe udito una donna invocare più volte aiuto. Certamente, una persona che ha un malore difficilmente riesce a gridare Poi le incaute manovre di depistaggio: la carcassa del cane bruciata per far credere che i resti fossero della ragazza e, per non farsi mancare nulla, la volontaria fuga di gas nell’appartamento al centro dell’attenzione, tagliando un tubo della caldaia per cancellare le tracce di quanto avvenuto in casa. Tanto da provocare una strage, se i vigili del fuoco non fossero provvidenzialmente entrati da una finestra favorendo la fuoriuscita del gas. Così, alle imputazioni precedenti, per Pasini si aggiunge anche quella di tentata strage. Troppo, per un uomo solo.

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Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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