Sono passati ormai tredici giorni da quando abbiamo lanciato l’allarme sulla moria di pesci avvenuta dalla mattina dello scorso   30 maggio nel Tevere, ed ancora non vi è certezza da parte delle Istituzioni sulle cause e sulle possibili fonti di inquinamento.

Come Ecoitaliasolidale, da subito, non ci ha convinti la prima ipotesi delle “branchie ostruite” ed in effetti dai primi rilevamenti si evince la presenza di Veleni vietati dalla legge, inquinanti tossici, batteri fecali, comunque sostanze nocive,  ma attendiamo risposte  certe.

In attesa ancora delle indagini definitive della Asl Roma 1 sui pesci, dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale sull’acqua, dell’esito di analisi più approfondite e che le Istituzioni competenti possano incrociare tutti i dati, sta di fatto che l’unica certezza è stata quella di migliaia di pesci morti e trasportati sino al mare dalla corrente del fiume.

Tra gli inquinanti è stata rilevata la presenza di  Clothianidin, un pesticida dichiarato fuori legge nel 2018 poiché altamente tossico per le api, la Cipermetrina, uno dei prodotti più utilizzati per la lotta agli insetti, in particolare blatte, mosche e zanzare, il particolato atmosferico, proveniente dalle strade dilavate dalla pioggia, che al
contatto con il  fiume  possa aver  scatenato una reazione e consumato velocemente l’ossigeno.

Ed inoltre un’importante contaminazione fecale dell’acqua testimoniata dalla presenza di escherichia coli ed enterococchi, un batterio altamente dannoso anche per l’uomo in quanto può scatenare infezioni mortali.

Sarebbe stato gravissimo inoltre se i campioni raccolti, come è apparso su alcuni organi di stampa in questi ultimi giorni  siano “inutilizzabili” e quindi le analisi sarebbero da rifare a causa dello stato di avanzata decomposizione dei pesci.

Addirittura si ha notizia che alcuni esemplari raccolti sono stati inviati alla UOT Toscana, presso il centro laboratoriale di chimica tossicologica dell’unità di Firenze, come se nella Capitale non si potevano realizzare con tempestività accertamenti e analisi delle acque.

Il mistero  a tutt’oggi rimane, come rimane il perché sono stati lasciati sulle sponde del fiume decine di esemplari di pesci morti e quindi diventati pasto per gabbiani, corvi e topi ed il perché non è stata attivata una barriera di contenimento per bloccarli prima di arrivare alla foce e quindi al mare.

Di tutto ciò si attendono risposte adeguate al fenomeno che è avvenuto sotto gli occhi di tutti proprio nel tratto al centro della Capitale, immediatamente segnalato, risposte che si attendono  anche dal Ministro dell’Ambiente e della Salute prontamente interessati con una interrogazione dal Senatore della Lega,  William De Vecchis.

Non vorremmo che si possa ripetere un disastro della biodiversità del fiume e una moria di pesci di tale portata per il futuro.

E’ quanto dichiarano in una nota Piergiorgio Benvenuti, Giuliana Salce e Fabio Ficosecco, rispettivamente Presidente Nazionale, Responsabile per il Lazio e coordinatore per la Capitale del Movimento Ecologista Ecoitaliasolidale.