Il nuovo disco di Silvia Conti si intitola “A piedi nudi (Psichedeliche ipnotiche verità). In rete il video ufficiale
Quello di Silvia Conti è un tornare alle origini di una voce e di una scrittura quasi antiche potendo però sempre e comunque gestire il gusto per un futuro che ormai le porte le prende a calci per entrare prepotentemente in ogni istante della nostra quotidianità. Ed è così che questo nuovo disco si tinge certamente di origini e di ispirazioni tradizionali ma guarda avanti con un suono e con arrangiamenti assolutamente attuali. Dal titolo si tracciano le prime filosofie portanti: “A piedi nudi (Psichedeliche ipnotiche nudità)” come a raccontarci di quanto la verità non solo ci rende nudi ma in qualche modo è una condizione ormai a noi sconosciuta, uno scenario diremmo quasi psichedelico, ipnotico, di sicuro innaturale per un giorno qualunque immerso nella ovvietà di una finzione. Ed è quindi forte e tenace la canzone di Silvia Conti nel voler smascherare la verità, restituirla alla sua “verità” stessa di tutti noi. In fondo questo disco è un invito – ascoltando la sua esperienza di vita – a tornare ad amare e a pretendere noi stessi più che i personaggi a cui vorremmo assomigliare. Nel pop della cantautrice toscana ci sono tratti di rabbia ma anche di un cinismo intelligente come nella bellissima “Il canto della scimmia” o nella metafora del nostro incedere che le canta in “Tom Tom” – di cui la rete ci regala il video di lancio – LINK. E per restare in temi piuttosto spirituali, l’amore per la vita è come ognuno dei colori forti che usa per confezionare la grafica di questo disco (e con l’occasione facciamo l’ennesimo applauso alla RadiciMusic che cura sempre tantissimo le sue produzioni restituendo al mercato dei dischi affascinanti anche solo a vederli). I colori e la vita dicevamo ed è allora l’ombra di Rino Gaetano in questa timbrica e in un certo modo di disegnare la melodia che Silvia Conti ci parla della sua voglia di ricominciare in “Mattina” in questa ballata dal sapore popolare, decisamente folk, che un poco riprende gli incisi famosi di Renzo Arbore e della sua orchestra. E la psichedelia ipnotica della mente si traduce in un mood balcanico e urbano allo stesso tempo, con filigrane orientali e qualche moto persuasivo dal retrogusto tribale: bellissima questa “Visioni” da cui probabilmente vien fuori tutto il motivo e il movente di questo lavoro. Un bel blues da osteria di stampo artigianale con colorazioni soul in “Vai” che però ahimè tradisce una scrittura pop che forse avremmo preferito non arrivasse visto il disegno assai affascinante… ed è l’amore, la forza, ed è sempre la vita di se stessi a tirare le fila e ad invitare alla danza ancor prima di un disco blues. Non vorrei svelarlo tutto questo piccolo gioiello di grande ispirazione che la Conti pubblica per tornare in scena come si deve. Però la butto li la pulce che si chiama ragtime da night club americano quando gira “Non dimenticar le mie parole”… e ancora “c’è pudore e c’è vergogna anche di quello che si sogna” ci fa capire lei in una sognante e quasi favoleggiante “Midormi”.
Il disco si chiude con una delle due cover dell’album: si tratta della celebre “All Togheter Now” che Silvia Conti e i suoi musici interpretano live in una situazione assai goliardica fatta di voci attorno ad un tavolo e qualche buona scusa per guardarsi attorno con energia e felicità.
Non svelo altro anche se questo disco ha davvero tanto da regalarci. Non svelo altro ma vi lascio al video di lancio del singolo “Tom Tom” e l’invito ad ascoltarlo per intero, dai consueti canali digitali piuttosto che dai canali fisici tradizionali perché oltre che ascoltarlo, questo disco è bello da avere. Play Loud.


