“In una sanità sempre in forte crisi gli ospedali della Capitale, tra “laghetti” e animali, sembrano diventare vere e proprie oasi naturali. Succede, ad esempio, al San Camillo dove – dopo la riscontrata presenza di immondizia, barboni, e addirittura scorpioni – in questi giorni si aggirano tra i reparti del nosocomio un gran numero di gatti.

Oppure allo Spallanzani, dove all’esterno dell’ingresso si è creato una sorta di laghetto artificiale a causa di una tubatura rotta, che nessuno è riuscito ancora a riparare nonostante pressioni della popolazione di zona. E sempre a proposito di perdite idriche, tubature fatiscenti e rete colabrodo, invitiamo tutte le pubbliche autorità a essere meno presenti in tv e sui giornali, e più attive nel risolvere i problemi del territorio. L’immagine dello Spallanzani è eloquente e sconcertante ma in molte aree di Roma il quadro purtroppo non cambia. Basta andare in via Ramazzini e la falla è la stessa, pochi metri più su e accanto all’altro grande ospedale, il San Camillo, lo stesso in cui pochi giorni fa abbiamo rinvenuto una voragine con acqua vicino alla mensa del personale. Che dire? Che la sanità facesse acqua da tutte le parti era noto. Che anche la città fosse ridotta allo stesso modo, in questo periodo di emergenza siccità ce lo saremmo voluti risparmiare”. Così, in una nota, il presidente di Assotutela Michel Emi Maritato.

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