di Marco RINAUDO
PACTA SUNT SERVANDA ( Le regole ci sono è vanno rispettate); Questo è ciò che ci hanno tramandato gli antichi romani con il loro diritto . Ma si osserva che nessuno in Italia rispetta le regole del vivere civilmente. Nel nostro paese esistono circa 284 mila leggi e leggine, spesso in contrasto le une con le altre. Legifera lo Stato, la Regione, il Comune, legiferavano anche le ex Province, un vero ginepraio di leggi e norme, molte inique. Gli stessi operatori della giustizia fanno fatica a capire, figurarsi un qualsiasi cittadino che nulla sa di legislazione Un esempio: il nuovo codice della strada che da poco ha sostituito il vecchio; prendiamo ad esempio i limiti di velocità che nessuno rispetta. Ogni giorno i media, giornali, televisioni, radio, ci forniscono dati di incidenti mortali, di disastri collettivi causati da incoscienti automobilisti e motociclisti che non rispettano il codice della strada. Si legge e si ascoltano veri e propri “bollettini di guerra” . Auto distrutte, morti, feriti dovute alle eccessive velocità delle auto, complice l’incoscienza di chi guida che parla al cellulare ma spinge sull’acceleratore come fanno i piloti di formula uno, ed i piloti delle moto.
Ad ogni disastro si invocano leggi sempre più dure, più restrittive, che già esistono ma che tutti ignorano, (come le grida del Manzoni); Tempo fa un collega giornalista che si occupa di auto e motori mi spiegava che le leggi ci sono e vanno applicate con il giusto rigore come fanno carabinieri, polizia stradale.”Ma tutte le forze dell’ordine applicano le norme-ho obiettato- è allora? Perché accadono ogni giorno disastri stradali?” Il redattore crede che sia possibile porre rimedi a queste forme di guerra e di morti( perché le migliaia di morti sulle strade equivalgono ad una guerra); Come?. Innanzitutto educando gli automobilisti neo patentati, educazione che dovrebbe essere impartita nelle autoscuole, poi costringendo le case automobilistiche a ridurre la potenza dei cavalli motore alle autovetture in produzione uniformandoli al codice stradale, a 150 orari su una vettura di 1500 di cilindrata (velocità consentita), a 40/50 orari nelle strade dei centri abitati non si può morire. Con queste velocità anche gli automobilisti meno esperti possono frenare in tempo utile.
I motociclisti non correrebbero per le strade come fossero in pista, non servirebbero quindi cinture, airbag,autovelox e tante altre cose non necessarie alla guida. In questo modo si potrebbero evitare fatidici bollettini di guerra. Ma poi cinicamente penso a tutto l’indotto che rotea attorno alle auto, penso ai petrolieri, ai meccanici, ai carrozzieri, penso alle assicurazioni,agli avvocati, agli autovelox con le le super sanzioni e- perché no?- penso anche alle aziende di pompe funebri. Mi chiedo, che farebbero tutti costoro se le industrie uniformassero i cavalli motore delle nuove vetture alle leggi del codice stradale? La risposta nasce spontanea: CHIUDEREBBERO. La vita è un bene insostituibile, pertanto un invito è d’obbligo:non correre è non parlare al cellulare salva la vita e le tasche.


