di Valeria Davide
Sin da bambina ho avuto la passione della lettura. Nata tra le montagne sarde, poco distanti dagli effluvi marini, ho iniziato a mettere su carta le mie emozioni e pensieri, quindi scrivo e descrivo il mondo intorno a me e quello che osservo. La vita mi ha regalato il sogno di essere madre di due meravigliosi figli e la realizzazione di un libro scritto da me, «L’anima nel cassetto», che ora giace accanto alle mie letture sul comodino. Franca Pasella.
cadere,
per non far rumore. sulla tua pelle stanca,
giocare a nascondino per non farsi scoprire.
il tuo smarrimento, chiuso in un silenzio senza parole,
incantato planando tra sfuggita memoria, in un vuoto
Ho rubato un tuo bacio, in un istante di luce,
mamma.
Sono lieta di ospitare nella mia rubrica la poetica dell’amica Franca Pasella che seguo attivamente su Facebookper la sua penna incisiva, ma delicata che lascia sempre un nodo emozionale alla gola. In questa lirica tratteggia la solitudine degli anziani, spesso ingoiata tra le lacrime, nascosta nelle pieghe della pelle ormai stanca, ma viva e tremante di paura in un silenzio smosso solo dal vento dei ricordi, fatto di gioie e battaglie afferrate e perse. Non è la carne avvizzita o un sorriso lontano o un ricordo sbiadito a smuovere furtive lacrime che da sole riempiono giornate cupe e lente. Da soli si muore. La solitudine può essere per tutti un momento di ricerca, di riflessione e di isolamento per poi ritrovare la pace, ma dopo si ha bisogno del calore umano per essere incoraggiati e sostenuti nell’andare avanti. Purtroppo, però, alcune persone, soprattutto quando arriva l’anzianità, soffrono di isolamento dalla famiglia e dagli affetti e restano spesso in uno stato di completo abbandono fino al giorno del proprio decesso. La solitudine non è altro che uno stato di grave infelicità e come si sa un cuore triste appassisce prima. Spesso la giornata di un genitore anziano trepida solo per una breve telefonata, tutto il resto è solitudine. La vecchiaia se non è accompagnata da perenne solitudine porta il meglio con sé, con esperienze e racconti da condividere con gli altri. La presenza di un nipote (se c’è per esempio) a cui aprire lo scrigno del proprio vissuto mostrandogli le foto per ricordare INSIEME e ricostruendo il mosaico del passato, arricchisce entrambi, ma la vita frenetica e il raggiungimento dei propri obiettivi ci trascinano lontano da piccole presenze che rappresentano invece TUTTO per chi è al capolinea della propria vita. A volte si fatica ad ammettere le proprie mancanze e si addita lo stato di tristezza alla depressione, mentre la chiave di un sorriso sta nel trascorrere piccoli momenti della giornata in maniera diversa, che faccia sentire vivi .La lirica di Franca è dedicata a sua suocera ormai anziana nei versi in cui leggo: «Ho rubato un tuo bacio/ in un istante di luce»; trasmette la consapevolezza in quel “rubare”, che quegli occhi non saranno lì a guardarci per sempre e vanno asciugati e non rimpianti, con un bacio, un sorriso o semplicemente con la propria presenza. Mi piace molto la chiusa con «Mamma», perché usa la parola più grande per esprimere l’amore assoluto pur non essendo sua madre e questa a parer mio è già una grande manifestazione d’amore. Ti ringrazio Franca per averci ricordato attraverso le tue note che siamo responsabili della solitudine degli anziani in un momento della loro vita che arriva come la neve a imbiancare e gelare tutto, ma basta poco a regalare un sorriso che proprio come un bucaneve colora le giornate fredde della vita.
Valeria Davide, poetessa e scrittrice.
Per partecipare a Poeticando: valeriana73@hotmail.it


