“Il 30 Dicembre 2014 avevamo segnalato la possibile chiusura del reparto di emodinamica al Sant’Andrea, evidenziando la gravità di tale decisione, forse dettata da un regime di spending review, che avrebbe privato i cittadini, soprattutto quelli appartenenti alla Asl Roma E, di un servizio fondamentale, considerando che la prima emodinamica disponibile per questi, sarebbe quella dell’ospedale Sant’Eugenio, distante almeno una ventina di km”. Lo dichiara in una nota il Presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato.
“Ebbene – tuona Maritato – sembra che il nostro allarme non sia stato accolto da nessuno, in primis dal direttore sanitario del nosocomio universitario, poiché ad oggi nulla è cambiato e nonostante siano passati ben 6 mesi dalla nostra dichiarazione di emodinamica, nulla è stato fatto per rimediare a tale perdita. Sembrerebbe infatti che i pazienti ricoverati tramite il 118 per patologie di angioplastica, siano spesso dirottati presso altri ospedali, come se il tutto fosse architettato a dovere per influire sull’operato del reparto di emodinamica del Sant’Andrea, con l’obiettivo di portarlo alla chiusura definitiva. Data l’importanza di tale reparto, la sua specialità e la professionalità del personale tutto saremo costretti a porre l’attenzione di quanto dichiarato ai carabinieri del Nas”. Conclude la nota il Leader di AssoTutela Michel Emi Maritato.


