Di Alfonso Vannaroni

Grandi manovre in Campidoglio. Mentre si allontana sempre più l’ipotesi scioglimento del Consiglio comunale, si lavora al rimpasto della giunta capitolina. Voci e smentite si susseguono. Ma sembra ormai chiaro che per rilanciare l’attività amministrativa sono in rampa di lancio tre big del Pd provenienti dal parlamento. Di sicuro c’è l’addio dell’assessore alla mobilità Giudo Improta, ci sono poi i tentennamenti della titolare al bilancio Silvia Scozzese. E dietro spuntano le figure di Fabio Melilli, Michele Meta, Stella Bianchi pronte a far parte della squadra del chirurgo dem, anche se i diretti interessati al momento smentiscono.

“Sono prive di fondamento le ricostruzioni che raccontano di un mio ingresso in giunta – fa sapere Michele Meta, presidente della commissione trasporti e telecomunicazioni – Il ruolo che ricopro alla Camera dei deputati mi tiene impegnato in numerose sfide. Dalla mia postazione non mancherà certo, così come non è mancato in questi anni, il mio contributo per Roma Capitale. Ribadisco tutta la mia stima e il mio sostegno al sindaco e al Pd romano, impegnati a rigenerare la città attraverso una potente azione politico e amministrativa”. Meta è convinto che nella capitale ci siano le condizioni per costruire un assetto politico istituzionale che somigli più a un governo che non a una giunta. “Le personalità capaci e oneste per questa sfida – sottolinea Meta – non mancano certo”. Che tradotto significa: la nuova fase è alle porte. Anche Fabio Melilli smentisce di aver avuto contatti con Marino e Orfini per un suo ingresso in Campidoglio come vicesindaco. “Sono convinto che il governo della Capitale debba rilanciare la propria azione – spiega il segretario del Pd del Lazio – concentrando le sue attività nella risposta ai bisogni quotidiani dei cittadini e delle imprese oltre ad affrontare con efficienza le sfide che la riguardano. Sta al sindaco Marino individuare le soluzioni migliori per affrontare questa nuova fase e sono certo che lo farà in piena autonomia”.

Il totonomine impazza e potrebbe far perdere a Sel – il principale alleato della coalizione che sostiene Marino – la figura del vicesindaco, finora ricoperta da Luigi Nieri. Su questa possibilità il partito di Nichi Vendola detta le condizioni. “Il balletto del rimpasto destabilizza la città – dice il capogruppo Gianluca Peciola – mi sembra un insulto e non so chi ci possa guadagnare, di sicuro non i romani”. Certo è che un’ipotesi con un sindaco e un vice del Pd a Palazzo Senatorio sconvolgerebbe gli equilibri fin qui consolidati. Fatto sta che le tessere del puzzle a breve saranno incastrate. In attesa che il ministro dell’Interno Alfano si pronunci sulla relazione del prefetto Gabrielli e sulle note vicende di Mafia capitale.

 

Redazione

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