Riccione, 19 maggio 2015 – Si chiude oggi la settima edizione dell’Italian Conference on Aids and Retroviruses (ICAR): per tre giorni Riccione ha ospitato i maggiori esperti italiani ed internazionali di virologia, che si sono confrontati sui progressi della ricerca. Per la prima volta in assoluto i riflettori della Conferenza sono stati puntati sulle epatiti virali e in particolare sull’epatite C.
Grazie ai passi avanti della ricerca e ai nuovi farmaci antivirali diretti in arrivo, come la combinazione grazoprevir/elbasvir, le prospettive di cura per l’epatite C sono sempre migliori, anche per le popolazioni di pazienti considerate ‘difficili’. «In questo momento l’attività di ricerca è “effervescente” – afferma Erica Villa, Direttore della Struttura Complessa di Gastroenterologia, Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico di Modena – e il futuro sarà ancora migliore: a metà 2016 attendiamo altre combinazioni di antivirali, ancora migliorate. Questi nuovi antivirali, come ad esempio la combinazione grazoprevir/elbasvir, hanno una maggiore potenza, una non dipendenza dalle resistenze virali e un’alta tollerabilità con un forte rispetto per la funzione renale, il che li rende farmaci ideali da somministrare ai pazienti “difficili” con cirrosi, compensata o scompensata, e con insufficienza renale».


