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Di Francesco Moresi
“La vicenda di Emanuela Orlandi è la continuazione dell’attentato al Papa. E sul caso Moro ho trovato collegamenti con il Kgb e il Mossad”
Oggi a Diritto di Cronaca, trasmissione del gruppo editoriale Maritato in onda su Teleromauno (Ch. 271) e condotta da Giovanni Lucifora, si parlerà dell’attentato a Papa Giovanni Paolo II (1981) e della scomparsa di Emanuela Orlandi (1983). Ospite Ferdinando Imposimato, giudice istruttore dell’inchiesta sull’attentato a Wojtyla e autore del libro “Attentato al Papa” (edizione Chiarelettere).
“Il 13 Maggio 1981 in Piazza San Pietro sono stati esplosi almeno quattro colpi” così ha esordito il giudice aggiungendo che “due colpi sono stati sparati da Ali Agca, che però non era solo in Piazza San Pietro. Uno sicuramente era Oral Celik fotografato da Lowell Newton, poi c’era un altro turco dei Lupi grigi che non è stato identificato, molto amico di Ali Agca. Inoltre erano presenti due diplomatici bulgari ed il titolare della Balkan Air. Mi sono interessato a questa vicenda – ha sottolineato Imposimato – perché indagando sul caso Moro, mi sono imbattuto in un personaggio delle Brigate rosse legato ad Ali Agca”.
“Il gruppo terroristico italiano – ha affermato il giudice – era collegate sia al Kgb sia all’istituto di lingue Hyperion, con sede in Francia, all’interno del quale c’erano agenti del servizio segreto russo, del Mossad israeliano e della Cia. Tutti gli esponenti delle Brigate rosse erano stati contattati da rappresentanti del Kgb ma soprattutto del Mossad. Quest’ultimo aveva interesse a destabilizzare l’Italia per rendere l’Italia meno sicura, per costringere gli americani a fare affidamento nel mediterraneo su Israele e non sull’Italia che all’epoca non poteva dare garanzie di lealtà nei confronti dell’alleanza atlantica”.
Della stessa opinione anche l’altro ospite, il Presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato, il quale ha dichiarato: “Dietro le brigate rosse sicuramente c’era lo Stato stesso o comunque una parte deviata dello Stato, pronta a destabilizzare l’Italia”.
“La vicenda legata alle Brigate rosse è molto complicata, c’è stato sicuramente il coinvolgimento di diversi paesi e dei servizi segreti massicciamente presenti in Italia” Così ha aggiunto Imposimato.
“Durante quegli anni, la nostra massoneria ha contribuito ad entità straniere di stabilirsi in maniera ‘emblematica’ nel nostro stato. Tutti gli omicidi a cominciare da Aldo Moro hanno dei collegamenti con il Nuovo ordine mondiale – ha chiosato Maritato – così come gli omicidi di Ambrosoli e di Calvi”.
“Quanto dice Maritato è giusto perché – ha affermato il giudice Imposimato – quando lessi la requisitoria sulla strage di Piazza Fontana, mi accorsi che allegati vi erano altri due documenti in cui si parlava di un ‘programma’ che poi si è realizzato. Nella vicenda Moro tutti i componenti del comitato di crisi erano appartenenti alla P2. Quando parlai con Licio Gelli, lui mi confermò che nell’omicidio Moro c’entrava la P2, perche la P2 ‘odiava’ Aldo Moro, che era favorevole al dialogo tra est ed ovest.
“Tornando all’attentato al Papa, il fallimento di quest’ultimo ha creato problemi a chi lo aveva pensato ed ideato, tra cui sicuramente l’Unione Sovietica. La vicenda di Emanuela Orlandi è la continuazione dell’attentato al Papa. Dopo il ferimento del pontefice,alcune ragazze che vivevano in Vaticano sono state pedinate, tra queste le figlie dell’aiutante di camera del Papa. Le ragazze però si sono accorte dei pedinamenti ed avevano avvertito il padre che intervenne subito togliendole dalla scuola che frequentavano. Successivamente sono iniziati i pedinamenti nei confronti della figlia di Ercole Orlandi, Emanuela. L’obiettivo era quello di effettuare più rapimenti per richiedere la scarcerazione di Ali Agca” ha concluso il giudice Imposimato.


