(OMNIROMA) Roma, 04 MAG – “Si parte dal luna park e dal suo simbolo, la ruota panoramica. In questo caso sono due i filoni su cui è al lavoro la Corte dei conti. I lavori di ripristino dell’area sono iniziati solo nell’agosto del 2013, mentre il contratto tra Eur Spa e Luneur Park Spa è stato stipulato l’11 febbraio 2008. Il risultato è una lunga fase di stallo durante la quale il parco è stato chiuso e, come scrivono i magistrati della sezione di controllo degli Enti nell’ultima relazione sull’ente Eur, <<l’area è diventata sempre più fatiscente, le attrazioni ancora più obsolete e il servizio ricreativo è stato sospeso, con evidente frustrazione dell’interesse pubblico>>. Una fotografia impietosa, a cui si devono sommare 700 mila euro di mancati introiti per la società presieduta da Pierluigi Borghini: <<Eur Spa — si legge nel dossier — ha incassato un canone dimezzato rispetto a quanto pattuito nel contratto>>”. Lo scrive Lorenzo D’Albergo su La Repubblica. “Seconda fermata: ex Velodromo olimpico – si legge nell’articolo – Era il 24 luglio del 2008 e la struttura imbottita di tritolo e fatta esplodere. Un’operazione che ha sollevato una pericolosa quantità di polvere d’amianto e un mare di polemiche, tra esposti e rinvii a giudizio per disastro colposo. Mettendo in secondo piano le vicende penali, la destinazione dell’area ad oggi è ancora oscura. La corte dei Conti scrive che <<il nuovo progetto urbanistico (la realizzazione di un centro polifunzionale sportivo e di cubature residenziali e commerciali, ndr) proposto al Comune non ha avuto ancora alcun esito>>. Si fa largo, allora, l’ultima proposta di Borghini: trasformare l’area nel “lago dei cigni”, in collaborazione con il Coni. Ma i residenti temono un nuovo buco nell’acqua.Secosìfosse,aumenterebbe il danno subito dai cittadini: per la procura contabile, infatti, il tira e molla sull’ex velodromo ha causato un forte danno all’immagine di Roma. Terza e ultima opera, Mediterraneum. Con le sue trenta vasche riempite con un milione di litri d’acqua e i suoi 5 mila esemplari appartenenti a oltre 100 diverse specie, sarà tra gli acquari più imponenti d’Europa. Anche in questo caso si parla al futuro: i lavori, infatti, per la procura conveniva tabile sarebbero andati troppo a rilento. Il cantiere dell’acquario dovrebbe essere ultimato entro giugno e la società realizzatrice, la Mare Nostrum, si è impegnata a corrispondere tutti i canoni che l’Eur Spa avrebbe dovuto percepire già dall’estate 2011 con un accordo integrativo. In altre parole, per la corte dei Conti, la cittadinanza sarebbe stata privata troppo a lungo di parte della passeggiata del Giappone. Un danno d’immagine e da disservizio che dovrebbe essere quantificato nei prossimi mesi”.
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