di Fabio Camillacci

Giornalisticamente parlando, non è bello scrivere: “Noi lo avevamo annunciato”. Oppure: “Noi lo avevamo anticipato”. Però, in questo caso, crediamo sia giusto ricordare che VentoNuovo aveva pronosticato da tempo l’epilogo dell’esperienza di Walter Mazzarri sulla panchina dell’Inter. Un pronostico puntualmente rispettato venerdi scorso con l’annuncio dell’esonero di WM e il ritorno di Roberto Mancini. Dunque, ora crediamo sia giusto ricordare il famoso “noi lo avevamo anticipato”, perché in un mondo del web sempre più giungla di notizie false o presunte tali, pensiamo sia importante dare dei punti di riferimento ai lettori dimostrando che le nostre “fonti” sono attendibili e radicate. Le “bombe di Ventonuovo” non sono campate in aria ma sono sempre fondate su informazioni sicure e verificate attentamente.

Mazzarri, un esonero annunciato. Già, annunciato. E per questo vi riproponiamo cronologicamente quanto abbiamo scritto dal 22 settembre a oggi, a proposito del tecnico interista. WM non è mai realmente piaciuto né al nuovo patron Thohir, né ai tifosi nerazzurri. Aveva un solo sponsor: Massimo Moratti. Persa anche la fiducia dell’ex presidente per colpa di uno dei suoi tipici sfoghi farneticanti e fuori luogo, Mazzarri era destinato al licenziamento. Gli eventi hanno invece salvato dall’esonero l’allenatore del Napoli Rafa Benitez. Per ora.

22 settembre. “Solita Inter: sulle montagne russe. Squallido 0-0 all’esordio col Torino, 7-0 al Sassuolo e pareggiotto sofferto a Palermo. Appare sempre meno pronta per la lotta scudetto e anche nel caso dell’Inter il problema è il manico. Walter Mazzarri è un tecnico valido ma non ha né il gioco, né la mentalità giusta per lottare ad alto livello. Al massimo può portarti in Champions da 2° o 3° in classifica. Può alzare una Coppa Italia, una Supercoppa italiana. Lo scudetto non è nelle sue corde”.

25 settembre. “Nerazzurri sempre sulle montagne russe; dopo lo striminzito pareggio di Palermo, ecco un’altra netta vittoria. Al Meazza, Atalanta stesa 2-0. Osvaldo incanta con una delle sue solite acrobazie. Palacio si fa parare un rigore da Sportiello. Mazzarri a fine partita lancia una sfida a Juventus e Roma, dicendo: “Per lo scudetto c’è anche l’Inter”. Staremo a vedere. Ai posteri l’ardua sentenza”.

29 settembre. “La vera notizia di questa 5° giornata di campionato arriva da Milano. L’Inter viene presa a schiaffi al Meazza dal Cagliari di Zeman e per la prima volta Walter Mazzarri si assume tutte le colpe per la figuraccia nerazzurra: “Ho sbagliato io, questo 1-4 è tutta colpa mia, dovevo fare più turn over rispetto a mercoledi; alcuni giocatori non reggono 3 partite in 8 giorni”. Finalmente. Per una volta il tecnico dell’Inter non se la prende con arbitri (nonostante l’espulsione di Nagatomo e il rigore a sfavore parato poi da Handanovic sull’1-3) e altri fattori esterni. Certo, indirettamente dà la colpa ai suoi, lo fa spesso. Stavolta infatti Mazzarri si assume si la responsabilità della pesante sconfitta interna, però punzecchia quei calciatori, che a suo giudizio, non sono in grado di giocare più gare ravvicinate. Riavvolgiamo il nastro e torniamo proprio a mercoledi sera dopo Inter-Atalanta 2-0, partita valida per il turno infrasettimanale di campionato. Il “tenero Walter” conferma la sua fama di uomo di sport permaloso. Stizzito perché i giornalisti delle varie tv incensano solo le dominatrici Roma e Juventus, Mazzarri dichiara: “Secondo me per lo scudetto c’è anche l’Inter, siamo soltanto all’inizio; non è giusto dire che per il titolo sarà un duello tra giallorossi e bianconeri”. Dunque, non solo responsabile (reo confesso) del tracollo interista, anche iettatore. Forse adesso l’allenatore nerazzurro avrà capito la differenza che passa tra la sua squadra e le due corazzate del campionato. Con le rose che si ritrovano, Allegri e Garcia possono ricorrere al turn over tra una gara e l’altra, l’Inter no. La famosa boria “made in Mazzarri”, colpisce ancora: per lanciare il guanto di sfida alle due battistrada e dimostrare che anche l’Inter è in corsa per lo scudetto, l’allenatore toscano rinuncia al turn over e crolla in casa contro il Cagliari. Ma su quali basi parlava Mazzarri mercoledi scorso? Non lo sappiamo, visto che l’Inter nelle prime 4 giornate aveva messo nel carniere appena 8 punti, frutto di due vittorie casalinghe (con Sassuolo e Atalanta) e due striminziti pareggi esterni (a Torino e Palermo). Lo abbiamo sempre scritto: Mazzarri non ha nelle corde il “quid” scudetto. Al massimo può lottare per entrare in zona Champions League. Walter torna quindi nei ranghi dopo l’esplosione della nuova Zemanlandia, quella sarda”.

25 ottobre. “Walter il triste e Don Rafè: entrambi reduci da altrettante figuracce europee, sponda Europa League. Fa effetto vedere un Saint Etienne qualsiasi mettere sotto a San Siro una squadra gloriosa come l’Inter, una squadra protagonista di un fantastico “triplete” appena 4 anni fa. E fa ancor più effetto vedere un team forte come il Napoli, uscire battuto da Berna. Perdere 2-0 in casa del modesto Young Boys, francamente è umiliante. Stigmatizziamo però il comportamento dei tifosi napoletani che in Svizzera hanno assaltato il pullman dei giocatori partenopei. Mazzarri e Benitez, accomunati da un imminente destino: l’esonero. D’altronde, Ventonuovo scrive da tempo che gli allenatori di Inter e Napoli sono destinati a essere cacciati”.

27 ottobre. “Segnali di ripresa da parte di Inter e Napoli, entrambe ritrovano la vittoria. Il successo degli azzurri però è di gran lunga più netto ed eclatante di quello dei nerazzurri: 6-2 casalingo al Verona. Quel Verona tanto odiato dai tifosi partenopei per vecchie ruggini razziste con gli scaligeri. “Giulietta è ‘na zoccola”, fu la risposta scritta dei napoletani ai quei cori di “discriminazione territoriale” come sono chiamati oggi gli insulti ai meridionali. Vittoria a parte, al San Paolo sono due le notizie di giornata: la tripletta di Higuain che firma i suoi primi gol stagionali in Serie A e, udite udite, la doppietta di Hamsik. “Marechiaro” non segnava una doppietta da ben 421 giorni. Partecipa alla festa pure Callejon ora capocannoniere principe con 7 reti. Di tipo diverso il colpo dell’Inter a Cesena. Gara praticamente decisa alla mezz’ora: fallo di Leali su Palacio, espulsione del portiere romagnolo e rigore trasformato da Icardi. Il massimo col minimo sforzo per il “tenero Walter” Mazzarri sempre più in confusione, anche alla luce delle recenti schermaglie societarie tra Thohir e Moratti. Il gioco latita, del bel gioco nessuna traccia. Niente di nuovo, il solito stantìo 3-5-2 mazzarriano”.

4 novembre. “Mazzarri, profondo nerazzurro. L’Inter cade ancora, questa volta in casa del Parma fanalino di coda. Autentica boccata d’ossigeno per i ragazzi di Donadoni dopo una lunga striscia di sconfitte. L’allenatore dei ducali allontana (almeno per ora) il rischio esonero. Esonero che invece a questo punto diventa sempre più probabile per Walter Mazzarri. A nulla è servito il cambio di modulo: il passaggio dal 3-5-2 al 4-3-1-2 ha prodotto solo un’involuzione sul piano del gioco rispetto a quanto fatto vedere mercoledi scorso contro la Sampdoria a San Siro. I tifosi interisti continuano a chiedere il licenziamento di Mazzarri: non a caso a Parma c’era uno striscione che invocava il ritorno di Roberto Mancini in panchina. ET, al secolo Erick Thohir, ci sta pensando da tempo. Le prossime partite saranno decisive per il futuro di Mazzarri. D’altronde, noi di Ventonuovo scriviamo da inizio stagione che Mazzarri a Thohir e al resto della dirigenza nerazzurra (tranne il direttore dell’area tecnica Ausilio) non piace affatto”.

10 novembre. “Nell’altro posticipo, l’Inter in pigiama delude. D’accordo, l’orario del posticipo consente di mettersi in panciolle; ma chi sta a casa, non chi scende in campo. Maglie simili a un indumento da notte, squadra addormentata, tecnico pure. Al Meazza finisce 2-2: altalena di emozioni, rigore parato da Handanovic a Toni ed espulsione di Medel compresi. Doppietta del solito Icardi: l’attaccante argentino sta trovando un’importante continuità. Ma, il resto non va proprio. Mazzarri, in totale confusione, rimane sulla graticola di Thohir”.