di Giovanni Lucifora
Albino Luciani è stato il predecessore di Carol Woitjla. Fu eletto nell’agosto del 1978 e nonostante i pochi giorni di pontificato, appena trentatré, diede una nuova luce all’oscuro Cupolone romano. Si mostrò subito per quello che era: un papa sorridente che parlava con semplicità alla gente. Condannava il capitalismo soprattutto se professato nell’economia vaticana prendendo di mira, come aveva già fatto anni prima quando era patriarca di Venezia, lo IOR, la cosidddetta banca vaticana gestita da un arcivescovo americano, Paul Marcinkus, figura controversa del mondo cattolico. Per Marcinkus infatti la Chiesa non poteva andare avanti solo con le preghiere… (Oggi Bergoglio lo scomunicherebbe?)
Trentatré giorni nei quali i fedeli ammirarono quella figura umana e umile, che aveva le idee del popolo e le esprimeva con dolcezza ma ferma determinazione. Un’atteggiamento illuminato per tanti, pericoloso per qualcuno tanto che dopo la sua morte ci fu chi ipotizzò che Luciani fosse stato ucciso a causa di faide interne al Vaticano (ma non solo del Vaticano). Grave accusa che ancora oggi non trova riscontro ma che lascia riflettere se seguiamo le ultime ore della sua vita.
Albino Luciani muore nella sua camera da letto la notte del 28 settembre. Nell’articolo precedente siamo arrivati negli uffici papali dove la sera prima di morire il pontefice discute con qualcuno. E’ fermo nella sua posizione di rivoluzionare lo IOR partendo dalla sostituzione di alcune figure.
Il colloquio che sta tenendo è con il cardinale Jean Villot, Segretario di Stato Vaticano (morto nel marzo del 1979) e terminerà all’ora di cena. E’ a questo punto che iniziano a delinearsi alcune zone d’ombra, episodi però che ancora oggi non trovano ufficialità. Quali erano le condizioni di salute di Albino Luciani?
Al termine del burrascoso incontro con Villot, il papa accusa delle fitte al petto. Ad affermarlo è il suo segretario particolare, Padre Diego Lorenzi, suo collaboratore dai tempi in cui era cardinale di Venezia. Ma quando accusa le fitte il papa?
Una delle versioni più accreditate sposta più avanti il momento in cui Luciani dice di accusare le fitte e cioè durante la cena e non prima. Secondo qualcuno, quello di padre Lorenzi è un messaggio. E sì perché Lorenzi in un memoriale prima scrive che il papa parla delle fitte a cena ma, in una trasmissione condotta da Enzo Tortora nel 1987, rivela che le fitte si erano manifestate subito dopo l’udienza con Villot (quindi prima della cena).
Non solo: il medico curante del Papa, Antonio da Ros (intervista rilasciata al mensile ‘30 giorni’), dichiara di aver sentito telefonicamente il pontefice quella sera; era sereno e non avrebbe accennato ad alcun malore. E nessun accenno anche con il cardinale di Milano Giovanni Colombo con il quale aveva avuto un colloquio telefonico in quelle stesse ore.
Albino Luciani stava bene, aveva 66 anni e soffriva saltuariamente di ipotensione cardiaca. A volte assumeva l’Effortil, medicinale che usava per ovviare alla pressione bassa.
Dopo cena si ritira nella sua camera. Ha davanti a sé una notte di pensieri e sonno. Deve riposare e confidare nell’aiuto di Dio per attuare la sua ‘rivoluzione’, una ‘rivoluzione’ che ha poco di spirituale. Dovrà scontrarsi con il potere finanziario e le realtà massoniche esistenti all’interno delle mura Vaticane. Il papa comunque deve riposare e come fa da trentadue notti si ritira nella sua stanza al terzo piano… ne uscirà cadaverea causa di un infarto.
“Questa mattina, 29 settembre 1978, verso le 5,30, il segretario privato del Papa, non avendo trovato il Santo Padre nella cappella del suo appartamento privato, lo ha cercato nella sua camera e lo ha trovato morto nel letto, con la luce accesa, come se fosse intento a leggere. Il medico, dott. Buzzonetti, accorso immediatamente, ne ha constatato il decesso, avvenuto presumibilmente verso le 11 di ieri sera, per infarto acuto del miocardio”
Con questo comunicato il Vaticano informa il mondo che il pontefice è morto. L’orario del decesso viene stabilito ‘presumibilmente’ alle 23. La causa: infarto acuto al miocardo. Il malore è quindi da collegare alle fitte che avrebbe accusato dopo l’incontro con Villot, prima o durante la cena.
Dalla stanza da letto spariscono alcuni oggetti: gli occhiali, le pantofole e un flacone di Effortil. Sempre secondo il comunicato stampa, stava leggendo. Ma anche in questo caso si rilevano delle inesattezze. Oltre alla misteriosa scomparsa degli oggetti, ci sono alcune incertezze del Vaticano; ad esempio, secondo le autorità ecclesiastiche, il pontefice aveva tra le mani un libro, ‘L’imitazione di Cristo’, poi però non è più un libro ma un foglio con degli appunti. Altre fonti sostengono che stesse invece scrivendo un documento nel quale indicava allontanamenti e sostituzioni di alti prelati.
C’è anche chi si spinge a fare i nomi scritti su quel documento. Tra loro, Jean Villot (Segretario di stato Vaticano) e Paul Marcinkus (Presidente dello IOR.).
Piccolo passo indietro. In coincidenza con l’elezione di Papa Luciani, il periodico O.P. diretto da Mino Pecorelli, pubblica un elenco di 131 ecclesiastici iscritti alla massoneria. Tra questi nomi troviamo proprio Jean Villot (matricola 041/3, iniziato a Zurigo il 6/8/66, nome in codice Jeanni), Paul Marcinkus (matricola 43/649, iniziato il 21/8/67, nome in codice Marpa), ma non solo, anche Agostino Casaroli (capo del ministero degli Affari Esteri del Vaticano), il vicedirettore de ‘L’osservatore Romano’ don Virgilio Levi e Roberto Tucci (direttore di Radio Vaticana).
Torniamo al 29 settembre e ai tanti dubbi.
Anche sull’orario della morte e su chi avrebbe visto per primo il Pontefice esanime non ci sono certezze; nel comunicato infatti è il Segretario personale a trovare il papa morto mentre qualcuno afferma che la salma sia stata scoperta da suor Vincenza alle 4,30 del mattino. La suora avrebbe anche dichiarato che la fronte di Luciani era ancora tiepida, elemento che pone interrogativi sull’orario ufficiale del decesso, le 23, mentre potrebbe essere avvenuto due o tre ore più tardi.
Troppi enigmi, troppe incertezze e la sensazione che qualcuno nasconda qualcosa. I dubbi sono rafforzati anche dalla fretta con cui il corpo del pontefice viene lavato e vestito per i funerali, senza che nessuno, sembra, disponga un’indagine approfondita. Immediata l’imbalsamazione da parte dei fratelli Signoracci dell’Istituto di Medicina Legale di Roma. Su papa Luciani non viene effettuata alcuna autopsia anche se durante le esequie nella basilica di san Pietro, all’improvviso, viene interrotto il flusso di pellegrini per una non meglio specificata ‘ispezione medico-legale’. In realtà non si è mai capito se l’esame autoptico sia stato eseguito in quel momento e in gran segreto, fattostà che ad oggi le ombre sulla morte di papa Giovanni Paolo I continuano a dare adito ai sospetti di un omicidio tra le mura Leonine, che tra l’altro, non sarebbe la prima volta. E ad alimentare i dubbi su Marcinkus anche le voci di chi lo avrebbe visto la mattina all’alba del 29 settembre nei pressi degli ingressi Vaticani. Cosa ci faceva lì e a quell’ora?
Molti protagonista di questa vicenda oggi non ci sono più e come tanti casi misteriosi di cronaca la verità potrebbe essere sepolta con loro. A meno che, qualche autorità, non decida di vederci chiaro e ordinare una perizia del corpo di Albino Luciani, il ‘papa del Sorriso’, il papa che voleva avvicinare sempre di più la gente alla Chiesa seguendo alla lettera i dettami di Gesù: nessuna speculazione economica ma solo povertà, fede, preghiera e misericordia. Vi ricorda qualcuno?
(2/2 fine)
g.l.


