Ci sono ancora molti dubbi sulla terribile morte del sedicenne svizzero Jonathan Lucas ucciso da una coltellata al petto il 9 Aprile scorso durante una gita scolastica a Roma.
Il ragazzo è stato ritrovato morto sul letto della sua stanza presso la Domus Nascimbeni, una casa per ferie gestita da religiosi.
Al vaglio degli inquirenti ci sono molte ipotesi soprattutto dopo i risultati dell’autopsia effettuata ieri sul corpo del giovane al Policlinico Gemelli e nel corso della quale è stato riscontrato che oltre al segno della lama del coltello a farfalla che lo ha ucciso è visibile anche un colpo al capo che il ragazzo potrebbe essersi procurato in molti modi.
Le ipotesi sono diverse, da una caduta accidentale del ragazzo sul coltello, ad un gioco finto male, oppure il segno di una colluttazione finita in maniera accidentale con una coltellata.
Proseguono gli interrogatori dei ragazzi che si trovavano all’ostello con la vittima, in particolare ai tre compagni di stanza di Jonathan.
Gli studenti hanno detto che nel gruppo era diffuso l’uso di droghe leggere, per questo è molto importante attendere anche l’esame tossicologico sul corpo del ragazzo.
Ai compagni di scuola di Jonathan sono state prese le impronti digitali per confrontarle con quelle trovate sul coltello che lo ha ucciso. Il gruppo di ragazzi interrogato ha ammesso che quelle armi sono state comprate proprio a Roma durante una giro nel centro storico.
Si sta analizzando anche il profilo Facebook del giovane svizzero, con particolare attenzione ai messaggi d’addio lasciati sulla sua pagina da amici e conoscenti, in particolare uno di questi direbbe: “Tu sapevi che quel gioco era pericoloso e allora perché lo hai fatto?”.
L’ipotesi più accreditata rimane ancora quella del gioco finito male, mentre resta molto remota quella del suicidio.



