Cresce, senza sosta; aumenta indefessa e inarrestabile e, soprattutto, ormai, in tempi di crisi, non sorprende più nessuno: stiamo parlando della disuguaglianza sociale. Ebbene sì, perché, stando alle stime di Bankitalia, non la prima arrivata certamente, ben il 46,6% della ricchezza netta è ben salda negli arcigni arpioni del 10% delle famiglie: A rilevarlo L’indagine sui bilanci delle famiglie italiane nel 2012 della Banca d’Italia. Il 10% delle famiglie con il reddito più basso percepisce il 2,4% del totale dei redditi prodotti mentre il 10% di quelle con redditi più elevati percepisce invece una quota del reddito pari al 26,3%. Tra il 2010 e il 2012 il reddito familiare medio è inoltre calato in termini nominali del 7,3 per cento e quello equivalente del 6.
Uno strano caso alla Dr. Jekyll e Mr. Hyde, a chi tutto e a chi, invece niente, neanche la possibilità, in moltissimi casi, di poter raggiungere, come famiglia, i 2000€ mensili: ma la domanda è…chi è in questo caso il vero mostro? L’alter ego? La nemesi?
Difficile da dire, di sicuro possiamo, stando sempre a dati, statistiche e grafici che tanto entusiasmano politologi, economisti, sociologi etcetcetcologi, dire con sicurezza chi è che interpreta, con enormi sacrifici, sudore e, in molti casi, anche sangue, la parte del capro espiatorio: signori e signori….vi presentiamo….i giovani!!
Esatto, ancora loro, che in questi due anni orribili per l’economia e la finanza nostrana, hanno vissuto il loro momento più nefasto: il lavoro latita, la sindrome da stagismo non retribuito cresce, le promesse di lavoro assumono sempre più la consistenza di oasi nel deserto e le spese, ovviamente, sono sempre più alte, presenti e pronte ad offrir loro qualunque tipo di colloquio, anzi sono proprio loro che si presentano direttamente dagli under 35, con l’effetto immediato di spingerli, inesorabilmente e quando e se si può, di nuovo all’ovile materno o anche paterno fate vobis.
Bankitalia, dunque, fotografa con la sua funesta reflex, i «Bilanci delle famiglie italiane» e dal supplemento al bollettino economico emerge che tra il 2010 e il 2012 il reddito familiare medio è calato e in Italia, spiegano ancora i dati, metà delle famiglie vive con meno di 2.000 euro al mese. In particolare, solo la metà delle famiglie ha un reddito annuo superiore ai 24.590 euro (circa 2.000 euro al mese), mentre un 20% conta su un reddito addirittura inferiore ai 14.457 euro (1.200 euro al mese). Il 10% delle famiglie a più alto reddito, invece, percepisce più di 55.211 euro. Tra il 2010 e il 2012 il deterioramento delle condizioni economiche, in termini di reddito equivalente fatta cento la media generale, è stato più accentuato per i lavoratori indipendenti (il cui indice passa da 144 a 138 per cento della media) rispetto a quello dei dipendenti e delle persone in condizione non professionale (entrambi stabili intorno rispettivamente a circa 109 e 91). Solo l’indice relativo ai pensionati sale da circa 108 a 114: insomma cari under 35, spesso non serve solo sentirsi vintage, ma converrebbe anche essere…vecchi, anzi, da pensione….magari!



