Ospedale San Camillo Romadi Ylenia Di Ciancia

Presso la Circonvallazione Gianicolense di Roma sorge una imponente struttura ospedaliera che da anni è parte integrante della sanità romana. Basti pensare alla storia che avvolge questo edificio,sin dalla inaugurazione ,che avvenne dopo svariati movimenti storici, nel dicembre del 1934. Con il passare del tempo la struttura è diventata sempre più essenziale per la città capitolina,tanto da procedere verso gli anni ’50 con i primi lavori di ammodernamento e restauro per l’ampliamento della struttura, nasce così il reparto di cardiologia, a seguire pediatria e traumatologia, e così via fino ad arrivare al 1962 quando nasce il reparto di rianimazione ,che renderà l’ospedale in grado di curare tutte le patologie e un vero e proprio punto di ispirazione per l’intero settore sanitario. Ultimamente però le cose sembrano essere cambiate ,all’interno dell’ospedale, ritroviamo dei problemi strutturali da non sottovalutare, sono state eseguite opere di restauro concluse nel 2011, ma con un criterio sbagliato, ovvero senza tener conto della struttura andata ormai in malora e quindi non solida per mantenere il restauro. Ancora oggi ci sono cantieri aperti nella struttura, rimasti in bilico tra la chiusura e il continuo dei lavori a causa della mancanza di fondi necessaria per far si che le ditte possano concludere il restyling promesso tempo addietro. Tutto questo è stato iniziato al fine di costruire n°3 sale operatorie in aggiunta alle 10 già esistenti ,che oramai a causa del blocco delle assunzioni fatto in precedenza, non vengono mai utilizzate tutte in contemporanea. Quindi la domanda che sorge spontanea è : E’ veramente questo il vero motivo? L’Ospedale è suddiviso in 15 padiglioni, e in più c’ è la piastra tecnologica costruita dal 1997al 2001 per ospitare i servizi che comportano la risoluzione delle emergenze. A sua volta il reparto che ospita il pronto soccorso è altrettanto grande, ma mal gestito,scene agghiaccianti hanno caratterizzato questa parte della struttura:massaggi cardiaci praticati sul pavimento, degenti parcheggiati per infinite ore su posti letto nel bel mezzo del corridoio,stanze sovraffollate con pazienti affetti da patologie più o meno gravi e tempi di attesa interminabili. Ma una delle cause più gravi che caratterizza l’ospedale è la carenze che riguarda infermieri e tecnici! Inoltre come se non bastasse c’è anche il fattore inquinamento ad incrementare in modo negativo già la così vergognosa situazione,il parco al di fuori dell’edificio caratterizzato in precedenza dal verde,da alberi secolari,eucalipti e altri generi di fusti, è stato adibito a parcheggio, dove ha dato vita ad un via vai tra auto, motorini e carri-attrezzi che ogni giorno sono obbligati ad intervenire perché la maggior parte dei veicoli vengono lasciati incustoditi e ovviamente, se parcheggiati in maniera sbagliata, ostruiscono il passaggio e bloccano il lavoro dell’intera struttura, inquinando così l’aria respirata dai degenti , e rendendo malsano l’ambiente. Sono stati frequenti i reclami e le denunce che hanno avuto come protagonista l’ospedale San Camillo per i sinistri accaduti .Questi edifici dovrebbero avere un fine comune, quello di trasmettere una condizione di tranquillità ai pazienti che li porti ad avere idee positive riguardo la malattia con la quale convivono , con una speranza di miglioramento, non quello che invece succede oggi, ovvero entrare in questa struttura e sentirsi abbandonati ad una circostanza infernale.

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Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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