In aprile anche l’EMA aveva già accolto la domanda per valutare la nuova indicazione
di nab™ paclitaxel per il trattamento del tumore pancreatico avanzato, sulla base
dei significativi miglioramenti offerti dal farmaco in termini di efficacia, qualità e sicurezza.
Milano, 3 giugno 2013 – Celgene International Sàrl, sussidiaria di Celgene Corporation, ha annunciato che negli USA la Food and Drug Administration ha assegnato priorità di revisione (Priority Review) alla domanda di autorizzazione supplementare per l’utilizzo di nab™ paclitaxel (nanoparticelle di paclitaxel legate all’albumina per sospensione iniettabile) in combinazione con gemcitabina come trattamento di prima linea dei pazienti con tumore del pancreas in stadio avanzato.
La FDA garantisce la Priority Review solo a terapie che, una volta approvate, siano in grado di offrire miglioramenti significativi in termini di efficacia, qualità e sicurezza rispetto a farmaci già disponibili o quando per quella specifica indicazione non sia ancora disponibile una terapia adeguata. Il termine per il completamento di tale procedura è di sei mesi: la nuova indicazione di nab™ paclitaxel arriverà quindi entro il 21 settembre 2013.
Con le stesse motivazioni anche l’EMA, l’Agenzia Europea per i farmaci, il mese scorso ha accettato di valutare una variazione di Tipo II alla domanda di autorizzazione all’immissione in commercio di nab™ paclitaxel in combinazione con gemcitabina per il trattamento di pazienti con tumore pancreatico avanzato. Nel corso dell’anno Celgene prevede di sottoporre i dossier registrativi anche in altri Paesi.
Le due domande di autorizzazione si basano sui dati emersi dallo studio MPACT (Metastatic Pancreatic Adenocarcinoma Clinical Trial) uno studio internazionale di Fase III randomizzato, in aperto, che ha interessato 861 pazienti con malattia metastatica e i cui risultati sono stati presentati lo scorso mese di gennaio al Simposio sui Tumori Gastrointestinali dell’ASCO.
Celgene sta attualmente progettando uno studio internazionale di Fase III, multicentrico, randomizzato e controllato per valutare nab™ paclitaxel associato a gemcitabina nel trattamento adiuvante della neoplasia pancreatica.
Il tumore del pancreas
È l’ottava causa di morte per cancro al mondo e la quarta negli Stati Uniti. Il pancreas è composto da due principali tipi di cellule: esocrine ed endocrine. I tumori esocrini sono quelli di gran lunga più diffusi: l’adenocarcinoma rappresenta circa il 95% di tutti i casi di neoplasia del pancreas. Considerando nel loro insieme la combinazione di tutti gli stadi di malattia, il tasso di sopravvivenza complessiva a 5 anni è circa del 6%, il più basso in assoluto negli Stati Uniti se comparato alle altre forme tumorali. In Europa, il tasso di sopravvivenza a 5 anni è inferiore al 10%.
Informazioni su Nab™ paclitaxel
Nab™ paclitaxel è una forma di paclitaxel legata all’albumina e prodotta con la tecnologia brevettata nab®. Nab™ paclitaxel è formulato con albumina, una proteina umana, e non contiene solventi.
Negli Stati Uniti nab™ paclitaxel è stato approvato per la prima volta nel gennaio 2005 per il trattamento del carcinoma mammario in pazienti che abbiano fallito una chemioterapia combinata per la malattia metastatica o recidivato entro 6 mesi dalla chemioterapia adiuvante. La terapia precedente deve aver incluso un’antraciclina, se non clinicamente controindicato. Nab™ paclitaxel è inoltre disponibile nell’Unione Europea/Area Economica Europea (EU/EEA), Canada, Russia, Australia, Nuova Zelanda, India, Giappone, Corea del Sud, Sri Lanka, Bhutan, Nepal, Emirati Arabi Uniti e Cina per il trattamento del carcinoma mammario metastatico.
Nel mese di ottobre 2012, nab™ paclitaxel è stato approvato dall’Agenzia Statunitense Food and Drug Administration per il trattamento, in associazione a carboplatino, del carcinoma polmonare non a piccole cellule, localmente avanzato o metastatico non precedentemente trattato in pazienti non candidati a chirurgia curativa o a radioterapia.
Nab™ paclitaxel è attualmente in varie fasi di studio nel trattamento dei seguenti tipi di cancro: carcinoma pancreatico, melanoma metastatico, tumore della vescica, carcinoma ovarico e carcinoma mammario (indicazioni più estese).
Informazioni regolatorie su nab™ paclitaxel negli USA
Nab™ paclitaxel (paclitaxel legato all’albumina in nanoparticelle come sospensione iniettabile) è indicato per il trattamento del carcinoma mammario in pazienti che abbiano fallito una chemioterapia combinata per la malattia metastatica o recidivato entro 6 mesi dalla chemioterapia adiuvante. La terapia precedente deve aver incluso un’antraciclina, se non clinicamente controindicato.
Nab™ paclitaxel è indicato per il trattamento, in associazione a carboplatino, del carcinoma polmonare non a piccole cellule, localmente avanzato o metastatico non precedentemente trattato, in pazienti non candidati a chirurgia curativa o a radioterapia.
Importanti informazioni di sicurezza
AVVERTENZA – NEUTROPENIA
- Non somministrare nab™ paclitaxel a pazienti con conta dei neutrofili inferiore a 1.500 cell./mm3 al basale. Per monitorare l’insorgenza di mielosoppressione, principalmente di neutropenia, che può essere grave e provocare infezioni, si raccomanda di controllare frequentemente la conta delle cellule del sangue periferico in tutti i pazienti trattati con nab™ paclitaxel.
- Nota: una forma di paclitaxel contenente albumina può influire in misura sostanziale sulle proprietà funzionali di un farmaco rispetto a quelle di un farmaco in soluzione.
NON SOSTITUIRE CON ALTRE FORMULAZIONI CONTENENTI PACLITAXEL NÉ USARE IN SOSTITUZIONE DI ALTRE FORMULAZIONI CONTENENTI PACLITAXEL.
CONTROINDICAZIONI
Conta dei neutrofili
- Nab™ paclitaxel non deve essere usato in pazienti con conta dei neutrofili <1.500 cell./mm3 al basale.
Ipersensibilità
- Nab™ paclitaxel non deve essere somministrato nuovamente ai pazienti che sviluppano una grave reazione di ipersensibilità.
AVVERTENZE E PRECAUZIONI
Effetti sul quadro ematologico
- La soppressione del midollo osseo (principalmente la neutropenia) è dose-dipendente ed è una forma di tossicità dose-limitante di nab™ paclitaxel.
- È necessario monitorare l’insorgenza di mielotossicità effettuando di frequente l’emocromo completo, inclusi il Giorno 1 (pre-dose) per il carcinoma mammario metastatico (MBC) e i Giorni 1, 8 e 15 per il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC).
- Non si deve somministrare nab™ paclitaxel a pazienti con conta assoluta dei neutrofili (ANC) inferiore a 1.500 cell./mm3 al basale.
- In caso di neutropenia di grado severo (<500 cell./mm3 per ≥7 giorni) durante un ciclo di terapia con nab™ paclitaxel, ridurre la dose del farmaco nei cicli successivi nei pazienti con MBC o NSCLC.
- Nei pazienti con MBC, va ripreso il trattamento con cicli di 3 settimane una volta riportati i livelli di ANC >1.500 cell./mm3 e la conta piastrinica a >100.000 cell./mm3.
- Nei pazienti con NSCLC, va ripresa la terapia, se raccomandata, a dosi sempre ridotte sia per la somministrazioni settimanali di nab™ paclitaxel che per quella di carboplatino in cicli di 3 settimane, una volta riportati i livelli di ANC ad almeno 1.500 cell./mm3 e la conta piastrinica ad almeno 100.000 cell./mm3 il Giorno 1 o raggiunti livelli di ANC di almeno 500 cell./mm3 e una conta piastrinica di almeno 50.000 cell./mm3 nei Giorni 8 e 15 del ciclo.
Sistema nervoso
- La neuropatia sensoriale è dose- e somministrazione-dipendente.
- L’insorgenza di neuropatia sensoriale di grado 1 o 2 non richiede generalmente modifiche della dose.
- In caso di neuropatia sensoriale di grado ≥3, è necessario sospendere il trattamento fino a ridurla al grado 1 o 2 per il MBC o fino al grado ≤1 per il NSCL, riducendo quindi la dose di nab™ paclitaxel in tutti i cicli successivi.
Ipersensibilità
- Sono state segnalate reazioni di ipersensibilità gravi e talvolta fatali, incluse reazioni anafilattiche.
- Nab™ paclitaxel non deve essere somministrato nuovamente ai pazienti che sviluppano una grave reazione di ipersensibilità.
Compromissione epatica
- Poiché l’esposizione e la tossicità di paclitaxel possono aumentare in presenza di compromissione epatica, occorre cautela nel somministrare nab™ paclitaxel a pazienti con compromissione epatica.
- Nei pazienti con compromissione epatica di grado moderato o severo è necessario ridurre la dose iniziale.
Albumina (umana)
- Nab™ paclitaxel contiene albumina (umana), un derivato del sangue umano.
Impiego in gravidanza: categoria D
- Se somministrato in gravidanza, nab™ paclitaxel può nuocere al feto.
- Se il farmaco viene utilizzato in gravidanza o se la paziente incorre in una gravidanza durante la terapia, occorre informare la paziente del rischio potenziale per lo sviluppo fetale.
- Le donne in età fertile devono essere avvisate che durante il trattamento con nab™ paclitaxel occorre evitare una gravidanza.
Impiego nei pazienti di sesso maschile
- I pazienti di sesso maschile devono essere avvisati che non devono concepire un figlio
durante la terapia con nab™ paclitaxel.
REAZIONI AVVERSE
Studio randomizzato sul carcinoma mammario metastatico (MBC)
- Nello studio sull’MBC le reazioni avverse più comuni (≥20%) associate alla somministrazione di nab™ paclitaxel in monoterapia sono state alopecia (90%), neutropenia (percentuale complessiva: 80%; grave nel 9% dei casi), neuropatia sensoriale (qualsiasi sintomo: 71%; grave nel 10% dei casi), anomalie nel tracciato ECG (percentuale complessiva: 60%, pazienti con ECG normale al basale: 35%), spossatezza/astenia (percentuale complessiva: 47%; grave nell’8% dei casi), mialgia/artralgia (percentuale complessiva: 44%; grave nell’8% dei casi), innalzamenti dei livelli di AST (percentuale complessiva: 39%), innalzamenti dei livelli di fosfatasi alcalina (percentuale complessiva: 36%), anemia (percentuale complessiva: 33%; grave nell’1% dei casi), nausea (percentuale complessiva: 30%; grave nel 3% dei casi), diarrea (percentuale complessiva: 27%; grave in <1% dei casi) e infezioni (24%).
- La neuropatia sensoriale è stata la causa dell’interruzione del trattamento con nab™ paclitaxel per 7/229 pazienti (3%).
- Altre reazioni avverse rilevanti includono vomito (percentuale complessiva: 18%; grave nel 4% dei casi), disfunzione renale (percentuale complessiva: 11%; grave nell’1% dei casi), ritenzione di liquidi (percentuale complessiva: 10%; nessun caso grave), mucosite (percentuale complessiva:7%, grave in <1% dei casi), disfunzione epatica (innalzamenti dei livelli di bilirubina: 7%), reazioni di ipersensibilità (percentuale complessiva: 4%; nessun caso grave), trombocitopenia (percentuale complessiva: 2%; grave in <1% dei casi) e reazioni nel sito d’iniezione (<1%). Tutti i pazienti trattati con nab™ paclitaxel (n=336) hanno riferito disturbi oculari/visivi (percentuale complessiva: 13%, grave nell’1% dei casi). Sono state inoltre riferite disidratazione e piressia.
- Disfunzione renale (complessivamente nell’11% dei casi; grave nell’1%) è stata riportata nelle pazienti trattate con nab™ paclitaxel.
- Disturbi oculari/visivi (complessivamente nel 13% dei casi, grave nell’1%) sono stati riferiti dalle pazienti trattate con nab™ paclitaxel (n=366).
- Gravi eventi cardiovascolari possibilmente correlati alla monoterapia con nab™ paclitaxel si sono verificati nel 3% circa dei pazienti: infarto/ischemia del miocardio, dolore toracico, arresto cardiaco, tachicardia sopraventricolare, edema, trombosi, tromboembolismo polmonare, emboli polmonari e ipertensione.
- Sono stati segnalati casi di attacchi cerebrovascolari (ictus) e di attacchi ischemici transitori
Studio nel carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC)
- Nello studio condotto nel NSCLC le reazioni avverse di grado ≥3, con una differenza ≥2%, associate all’uso combinato di nab™ paclitaxel e carboplatino e con la combinazione di paclitaxel e carboplatino sono state: anemia (28%, 7%); neutropenia (47%, 58%); trombocitopenia (18%, 9%), neuropatia periferica (3%, 12%), edema periferico (0%, <1%) rispettivamente.
- Le reazioni avverse di grado 1-4 con una differenza ≥5% osservate con l’uso combinato di nab™ paclitaxel e carboplatino e con. l’uso combinato di paclitaxel e carboplatino nel NSCLC sono state: anemia (98%, 91%), neutropenia (85%, 83%), trombocitopenia (68%, 55%), neuropatia periferica (48%, 64%), edema periferico (10%, 4%), epistassi (7%, 2%) rispettivamente.
- Le reazioni avverse più comuni (≥20%) associate all’uso combinato di nab™ paclitaxel e carboplatino nel NSCLC sono state anemia, neutropenia, trombocitopenia, alopecia, neuropatia periferica, nausea e spossatezza.
- Le reazioni avverse serie più comuni associate all’uso combinato di nab™ paclitaxel e carboplatino nel NSCLC sono state anemia (4%) e polmonite (3%).
- Le reazioni avverse più comuni che hanno determinato l’interruzione definitiva del trattamento con nab™ paclitaxel sono state neutropenia (3%), trombocitopenia (3%) e neuropatia periferica (1%).
- Le reazioni avverse più comuni che hanno determinato una riduzione della dose di nab™ paclitaxel sono state neutropenia (24%), trombocitopenia (13%) e anemia (6%).
- Le reazioni avverse più comuni che hanno determinato una sospensione o un ritardo nella somministrazione di nab™ paclitaxel sono state neutropenia (41%), trombocitopenia (30%) e anemia (16%).
- Le seguenti reazioni avverse comuni (con incidenza ≥10%) sono state osservate con incidenza simile nei pazienti trattati con nab™ paclitaxel più carboplatino e nei pazienti trattati con iniezioni di paclitaxel più carboplatino: alopecia (56%), nausea (27%), spossatezza (25%), calo dell’appetito (17%), astenia (16%), stipsi (16%), diarrea (15%), vomito (12%), dispnea (12%) e rash (10%) (i tassi di incidenza indicati si riferiscono al gruppo di trattamento con nab™ paclitaxel più carboplatino).
Esperienza post-marketing con nab™ paclitaxel e altre formulazioni a base di paclitaxel
- Reazioni di ipersensibilità gravi e talvolta fatali sono state riferite in associazione a nab™ paclitaxel. L’uso di nab™ paclitaxel in pazienti con ipersensibilità accertata all’iniezione di paclitaxel o all’albumina umana non è stato studiato.
- In associazione al trattamento con nab™ paclitaxel sono stati osservati casi di insufficienza cardiaca congestizia e disfunzione ventricolare sinistra, principalmente in individui con una storia di malattia cardiaca o esposti in precedenza a farmaci cardiotossici.
- Sono stati segnalati casi di estravasazione con nab™ paclitaxel. Data questa possibilità, è consigliabile monitorare attentamente il sito dell’infusione con nab™ paclitaxel per una possibile infiltrazione durante la somministrazione del farmaco.
INTERAZIONI CON ALTRI FARMACI
- Occorre cautela nella somministrazione concomitante di nab™ paclitaxel con farmaci noti inibitori o induttori del CYP2C8 o del CYP3A4.
USO IN POPOLAZIONI PARTICOLARI
Donne in allattamento
- Non è noto se paclitaxel sia escreto nel latte materno. Poiché molti farmaci vengono escretinel latte materno e dato il potenziale di reazioni avverse serie nei neonati allattati al seno, occorre decidere se interrompere l’allattamento o la terapia tenendo in considerazione l’importanza della terapia per la madre.
Popolazione pediatrica
- La sicurezza e l’efficacia di nab™ paclitaxel in pazienti pediatrici non sono state valutate.
Popolazione geriatrica
- Non si sono verificati casi di tossicità in misura significativamente più frequente tra pazienti di età ≥ 65 anni trattati con nab™ paclitaxel per l’MBC.
- Mielosoppressione, neuropatia periferica e artralgia sono risultate più frequenti in pazienti di età ≥65 anni trattati con nab™ paclitaxel più carboplatino per l’NSCLC.
Compromissione renale
L’uso di nab™ paclitaxel non è stato studiato in pazienti con compromissione renale.
POSOLOGIA E SOMMINISTRAZIONE
- Si raccomandano aggiustamenti della dose nei pazienti con compromissione epatica di grado moderato e severo e nei pazienti che sviluppano neutropenia o neuropatia sensoriale grave durante il trattamento con nab™ paclitaxel.
- È necessario sospendere il trattamento con nab™ paclitaxel in presenza di valori di AST >10 x ULN o di bilirubina > 5 x ULN.
- La presenza di gravi tossicità ematologiche o neurologiche può richiedere una riduzione della dose o l’interruzione del trattamento.
- È necessario monitorare attentamente i pazienti.
Si prega di leggere tutte le informazioni relative alla prescrizione, comprese le
AVVERTENZE inserite nel riquadro, le CONTROINDICAZIONI, LE AVVERTENZE E
PRECAUZIONI e LE REAZIONI AVVERSE http://abraxaneval.celgene.com/docs/Abraxane_PrescribingInformation.pdf
Informazioni su Celgene International Sàrl
Celgene International Sàrl, con sede a Boudry nel Cantone di Neuchâtel (Svizzera), è una società interamente controllata da Celgene Corporation, di cui rappresenta una delle sedi internazionali.
Celgene Corporation, con sede a Summit (New Jersey), è un gruppo farmaceutico integrato e globale impegnato principalmente nella ricerca, nello sviluppo e nella commercializzazione di terapie innovative per il trattamento delle neoplasie e delle patologie infiammatorie attraverso la regolazione dei geni e delle proteine. Per maggiori informazioni, si prega di visitare il sito web della società all’indirizzo www.celgene.com.
Dichiarazioni previsionali
Il presente comunicato stampa contiene alcune dichiarazioni generiche aventi carattere di previsione. Tali dichiarazioni, che possono essere identificate da termini quali “attendersi”, “prevedere”, “ritenere”, “intendere”, “stimare”, “pianificare”, “prospettiva” e simili, si basano sui piani, sulle stime, sulle ipotesi e sulle proiezioni correnti della direzione e si riferiscono solo al momento in cui vengono rilasciate. La Società non è tenuta ad aggiornarle alla luce di nuove informazioni o in vista di eventi futuri, salvo nei casi prescritti dalla legge. Le dichiarazioni previsionali comportano rischi e fattori di incertezza, la maggior parte dei quali è difficile da prevedere ed esula generalmente dal controllo della Società. I risultati o gli esiti effettivi potrebbero essere sostanzialmente diversi da quelli previsti dalle presenti dichiarazioni previsionali a causa di una serie di fattori, discussi per la maggior parte in dettaglio nella Relazione annuale della Società contenuta nel modello 10-K e in altre relazioni presentate alla Securities and Exchange Commission statunitense.


