“Invertendo l’ordine dei fattori”….il prodotto non cambia. E’ una formula matematica che si apprende alle scuole elementari, e Lello Gurrado ci costruisce un gradevolissimo romanzo tutto basato sullo scorrere del tempo e sull’alternarsi delle stagioni e dei ruoli della vita. Il tempo è proprio il concetto chiave intorno al quale lo scrittore organizza la sua storia: Gianni Rocchi, poco più che cinquantenne, marito di Paola e padre di due figli risolti, Marco e Sandra, fa l’orologiaio in una vecchia bottega milanese dove già avevano lavorato suo padre, suo nonno, forse anche il bisnonno….All’inizio quel lavoro gli sembrava inadatto alle sue aspirazioni di filologo, amante delle parole, ostile alle frasi fatte e ai luoghi comuni, poi però, alla morte improvvisa del padre aveva avuto un momento di grazia, quando nel vecchio laboratorio, pieno di pendole, orologi a cucù e vecchie cipolle d’epoca, alle ore 18 di un pomeriggio aveva sentito il suono di un dolcissimo carillon, proveniente da un piccolo pianoforte a coda, un oggetto decisamente kitch, dal cui coperchio fuoriusciva una ballerina di ceramica, che, dopo una piroetta sulle punte, rientrava nella sua piccola tana di tasti bianchi e neri….E questo segno dello scorrere del tempo aveva deciso per trent’ anni la sua vita di abile orologiaio, tra lenti, pinzette, bilancieri, custode di una tradizione ormai in estinzione. Nella vita di Gianni però le cose cambiano; la crisi economica morde, il negozio è sempre più vuoto, il conto in banca tragicamente in rosso, il figlio Marco, odioso bocconiano laureato in Economia lo tampina insieme alla sorella e ai loro compagni di vita: deve cedere il negozio ad una grande catena di orologi in serie, la Clock House, lui resterà il padrone ma difatti sarà solo il cassiere del nuovo shop, rilucente di led, scaffali bianchi dell’Ikea, orologi di serie che “tirano” come oggetti usa e getta…..La vita di Gianni è sconvolta, la sua testa vacilla, comincia a bere ossessivamente , fino ad un ricovero drammatico per coma etilico, che per poco non lo uccide.
La storia di Gianni prosegue, ci sono nuovi personaggi e nuove avventure nel corso dell’annus horribils che lo ha quasi portato alla follia….Ma la follia, esaltata da Erasmo da Rotterdam, sarà proprio la chiave di volta della sua guarigione, attraverso i buoni consigli di un medico, vecchio e grato cliente dell’antica orologeria. Un libro spiritoso e intelligente sulle crisi generazionali, sul rapporto tra padri che invecchiano e figli che diventano padri, con tanto di spocchia professionale, e sulla ineluttabilità dei cambiamenti che il trascorrere del tempo impone.
Uno sguardo ironico ma realistico sulla società odierna, capace di trasformare in peggio quasi ogni cosa….La farmacia dell’amico Giancarlo ormai non vende più solo consigli e tisane artigianali, ma prodotti di bellezza e prodotti da banco che rendono l’attività redditizia, l’orologiaio capace di aggiustare il vecchio congegno non esiste più, al suo posto grandi case svizzere che lanciano prodotti coloratissimi e gadget che durano una stagione…..La resistenza di Gianni al degrado gli costa quasi la vita…..ma il finale è rassicurante, o almeno rassicura molti di noi che condividiamo età e gusti e scelte del simpatico personaggio creato da Lello Gurrado. La raffinatezza psicologica, l’ironia, il disprezzo per i luoghi comuni e per le frasi fatte sono la parte migliore della sua scrittura e rendono il romanzo di piacevolissima lettura.



