La ‘flamme’ tra Parigi e Londra si riaccende dalla moda – Dior arriva a Knightsbridgedi Elena Sparacino

Per celebrare l’idillio con la cultura inglese, la Maison Dior arriva da Harrods, tempio del lusso londinese. Sviluppato in un evento di cinque settimane (iniziato a metà marzo e volto a concludersi il 14 aprile), il sogno era quello di un’avventura che combinasse le voluttà del Savoir Faire francese con il classico fascino britannico: una storia d’amore che dura da oltre sessant’anni.
Christian Dior non ha mai nascosto la sua passione per l’inghilterra; ecco perchè il brand ha rivisitato per la durata di un mese tutte le finestre di Brompton Road. Le rinomate vetrine dei grandi magazzini di Knightsbridge, adite solitamente a richiamare folle per la stagione dello shopping natalizio, stanno attirando numerosi visitatori per ammirare splendide ricostruzioni tematiche dei simboli della città, dal Big Ben a iconiche cassette della Royal Mail, dalle celeberrime cabine telefoniche a un originalissimo “London Eye”, una piccola versione della ruota panoramica carica però di bottiglie di delicati profumi Dior.
Nel pop-up store allestito all’interno, è possibile vivere una vera e propria esperienza artistico-culturale che non si ferma al semplice acquisto ed esposizione di abiti; accanto alla nuova collezione, infatti, viene fornita al visitatore la possibilità di immergersi nel mondo Dior ripercorrendo tappe storiche salienti ed esperienze di natura sensoriale. In particolare, sono disponibili un Dior Cafè, una mini mostra con abiti ed accessori selezionati dall’archivio della Maison, fino al design vero e proprio all’interno dello store.
Lo scopo vuol essere quello di ‘istruire’ il consumatore, di far conoscere al pubblico la storia del marchio, farne comprendere l’alto valore qualitativo, sia alle giovani generazioni sia a coloro che semplicemente non dispongano di basi di storia della moda. Specie in tempi di crisi come quelli correnti, la valorizzazione del brand e l’esibizione della sua vicinanza al pubblico si rivelano due fattori quanto mai essenziali alla sua stessa sopravvivenza; non a caso una trovata analoga venne lo scorso anno da Chanel con la mostra itinerante ‘The Little Black Jacket’, che includeva foto scattate da Lagerfeld e celebrities che posavano davanti al suo obiettivo in una reinterpretazione moderna della classica giacca del marchio.
Per l’occasione è stato dunque studiato un elegante ventaglio di attività alla portata di tutti, agevolmente consultabili sul sito di Harrods. Inoltre, è stata creata una capsule collection delle borse Lady Dior, una boulle de neige, e -non ultima- una linea di prodotti di bellezza e make-up, con una nuova palette cromatica Dior Vernis chiamata ‘Windsor’ in onore dei reali ospiti. Il percorso attraverso lo store risulta entusiasmante, c’è la possibilità di farsi fare un ritratto, di personalizzare la propria boccetta di profumo e di visitare la mostra fotografica dedicata a tutti i fan del brand francese. Al quarto piano inoltre vi è la possibilità di vivere un bellissimo connubio tra due realtà, provando le specialità con cui il Georgian Restaurant evoca l’amore di Monsieur Dior per gli arredi del 18° secolo e la sua passione per il cibo sontuoso, come i cupcackes ma in particolar modo il suo noto panino di aragosta.
“Abbiamo voluto catturare l’essenza di Christian Dior a Londra più di 60 anni”, spiega Marigay McKee, responsabile capo di Harrods. Lo speciale rapporto che ha unito il designer francese a Londra ebbe inizio già nel lontano 1953, quando andò in Inghilterra in occasione dell’incoronazione della regina Elisabetta. Pare dunque che “tornato l’anno successivo e tenne una sfilata di moda a Harrods, che da allora ha sempre ospitato il marchio”.
La collaborazione tra Dior e Harrods ne esce come l’affermazione dell’importanza di grandi magazzini per grandi marchi: nel mondo occidentale sta prendendo infatti progressivamente piede una nuova tendenza, che vede per il grande magazzino un nuovo pubblico da coinvolgere, sedurre e stupire.
Sidney Toledano, presidente e amministratore delegato di Christian Dior Couture, che ha iniziato a lavorare con Harrods quasi due decenni fa, ha offerto una panoramica franca della scena londinese, quando era in città per l’evento Harrods. “Abbiamo bisogno di veri partenariati per difendere noi stessi di fronte a tutte le
catene dei dettaglianti veloci come Top Shop, H&M e Zara, che sono supermercati di vestiti,” non esimendosi dal citare altre relazioni globali che Dior ha costruito nel tempo, come con Au Printemps e Galeries Lafayette a Parigi, con Isetan in Giappone, con Bergdorf Goodman e Saks Fifth Avenue negli Stati Uniti. Design moderno coniugato a luoghi freschi e alla moda è la formula vincente per risollevare l’industria sartoriale di lusso ed alta manifattura. Avvicinarsi al pubblico, pur senza perdere classe: è l’alta moda che si reinventa secondo le regole del pret-a-porter.

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Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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