Mennea - ultimo abbraccio alla 'Freccia del Sud'Un lungo e intenso applauso quando il feretro ha varcato l’ingresso della chiesa. L’ultimo abbraccio al campione della velocita’, Pietro Mennea, scomparso giovedi’ all’eta’ di 60 anni. Ai suoi funerali in Santa Sabina a Roma, non solo parenti e amici ma anche tanti appassionati di atletica, molti dei quali giunti in tuta e scarpette da corsa. “Arrivederci a festeggiare la tua vittoria al traguardo dal cielo, ciao campione!!!”, recita un cartellone che una signora tiene esposto lungo l’intera funzione religiosa, officiata da don Antonio Truda. Lui che lo ha visto crescere, lo ha sposato alla composta Manuela, oggi in prima fila a raccogliere con dignita’ le condoglianze, e lo ha salutato proprio due giorni fa in punto di morte. “Hai saputo rendere grande la storia dell’Italia, sportiva e umana – ricorda il sacerdote – ho letto tante cose su di te ma come dice Papa Francesco se non c’e’ fede non si possono raggiungere traguardi. Pietro, guarda la chiesa oggi, ci sono tante persone che ti vogliono bene. Grazie per tutte le cose che ci hai dato”. Nell’abside i gonfaloni delle citta’ che lo hanno accompagnato nella sua vita, Barletta e Formia. All’interno delle tre navate che dividono l’antica basilica paleocristiana sono tanti i volti noti che si susseguono per salutare per l’ultima volta la “Freccia del Sud”. C’e’ il presidente del Coni, Giovanni Malago’, il segretario generale Roberto Fabbricini, il vice-presidente vicario Franco Chimenti, il presidente della Fidal Alfio Giomi.
In vece del sindaco di Roma Gianni Alemanno, il Delegato Alessandro Cochi. E poi il membro Cio Mario Pescante e tanti volti noti dell’atletica (Sara Simeoni, Sandro Damilano, Alberto Cova) e di altre discipline (Nino Benvenuti, Sebino Nela, Novella Calligaris). Una funzione umile, come era Menna, conclusa dai ricordi di chi aveva avuto il piacere di conoscerlo da vicino. Dopo aver confermato la volonta’ di dedicare a Mennea il Golden Gala di Roma e un museo da allestire al Foro Italico, il capo dello sport italiano, Giovanni Malago’, ha ringraziato l’ex campione azzurro: “Ha fatto il tifo per me nell’arrivare alla carica piu’ alta dello sport italiano e questo mi ha onorato”. Malago’ ha ricordato tre momenti nella vita di Mennea, quelli delle vittorie e l’ultimo, quello del suo passo di addio alla vita: “Le sue vittorie sono state da fantascienza, poi ha portato avanti la malattia come sempre ha fatto nella vita, con disciplina, rigore e volonta’”. Poco prima si erano consumate anche le orazioni del giornalista, Gianni Mina’ (“Era fuori dagli schemi come Muhammad Ali. Li salvarono entrambi i risultati, altrimenti sarebbero stati entrambi masticati via quando non erano piu’ in grado di vincere”), mentre l’ex magistrato Ferdinando Imposimato ha evidenziato come “fu alfiere dei diritti umani, la sua ambizione piu’ grande era la conquista della gloria, non per vanita’ ma per riscattare il destino dei disagiati e negletti”. Al di la’ dei meriti sportivi ottenuti su pista, di Mennea resta anche il suo impegno nella lotta al doping e per la tutela della disciplina sportiva, arrivando anche a riferire nella relazione “Helsinki sullo sport” per conto del Parlamento Europeo. La sua salma giace ora nel cimitero di Prima Porta. AGI.

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