Dal rock cantautorale alla poesia, passando per riconoscimenti e progetti multimediali, il musicista laziale presenta “Davanti la chiesa”, un nuovo capitolo del percorso artistico legato all’album “Padre”.


La carriera di Luciano D’Abbruzzo racconta un percorso nel quale musica, scrittura e sperimentazione si intrecciano attraverso esperienze artistiche differenti.
Cantautore laziale, milanese d’adozione, D’Abbruzzo ha costruito nel tempo una produzione che attraversa il rock, la canzone d’autore e la poesia, sviluppando un linguaggio riconoscibile per l’attenzione al racconto.
Il nuovo capitolo di questo percorso è rappresentato da “Davanti la chiesa”, singolo in radio dal 30 ottobre 2026 per Pensieri Sbagliati.

La composizione appartiene all’universo narrativo dell’album “Padre” e affronta il tema della provincia italiana, osservata attraverso immagini sospese tra quotidianità e dimensione visionaria.
Per comprendere la sensibilità musicale dell’autore è utile ripercorrere alcuni momenti della sua formazione.
Gli studi al Conservatorio di Frosinone, dedicati all’organo e alla composizione, costituiscono il punto di partenza di un percorso successivamente ampliato attraverso esperienze discografiche e performative.
L’esordio nell’ambito rock-cantautorale arriva con la formazione M.I.G. e con l’album “N€uro”, pubblicato da EMI nel 2001.
Nel 2003 D’Abbruzzo presenta “Con il vento Pace”, singolo dedicato ai giovani europei che testimonia un’attenzione verso temi di carattere sociale.
La produzione prosegue attraverso progetti differenti, tra cui “Come un’arancia in Norvegia”, pubblicato nel 2013.
Parallelamente alla musica, l’autore sviluppa un’attività poetica che contribuisce ad ampliare la propria ricerca espressiva.
Alcuni suoi componimenti vengono selezionati per l’Antologia 2017 del Festival Mondiale della Poesia “Mihai Eminescu”, mentre altri lavori ottengono riconoscimenti in concorsi letterari.
Nel 2020 pubblica il progetto multimediale Suoni e rumori de “Il guardiano del bosco”, che unisce libro e album, confermando l’interesse per una narrazione capace di attraversare linguaggi differenti.

Anche l’attività dal vivo rappresenta una parte significativa della carriera.
Nel 2016 D’Abbruzzo vince il Premio De André con il brano “L’ultima festa”, mentre nel suo percorso figurano anche il successo nella fase televisiva della quindicesima edizione del Premio Città di Recanati, oggi Musicultura, e numerose esperienze su palcoscenici importanti.
Con la formazione M.I.G. partecipa al Concerto del Primo Maggio a Roma e si esibisce in altre occasioni di rilievo, condividendo il contesto di importanti eventi musicali.
Tra le esperienze ricordate nella sua biografia figurano inoltre aperture di concerti di artisti italiani e internazionali, tra cui Sonic Youth e Ligabue.
Questo insieme di esperienze contribuisce a delineare un percorso artistico difficilmente riconducibile a un unico genere.

La scrittura poetica, l’attenzione ai temi sociali e la ricerca musicale si incontrano anche nei progetti più recenti.
Accanto alla pubblicazione del libro di poesie “Madre”, D’Abbruzzo sviluppa l’album “Padre”, lavoro che conferma una sensibilità narrativa particolarmente articolata.
Dopo il singolo “Porto Venere al Mare”, pubblicato il 5 giugno 2026, arriva “Davanti la chiesa”.

Il nuovo brano descrive una provincia attraversata da silenzi, segreti e contraddizioni, utilizzando atmosfere cinematografiche e immagini poetiche.
La produzione di Taketo Gohara accompagna il racconto con un arrangiamento orchestrale, nel quale trova spazio la tromba di Davide “Billa” Brambilla.

Il videoclip, costruito attraverso immagini del Carnevale di Viareggio, amplia ulteriormente la dimensione visionaria della composizione.

“Davanti la chiesa” conferma così alcuni elementi ricorrenti nella produzione di Luciano D’Abbruzzo: il rapporto tra musica e parola, l’attenzione alla realtà sociale e la capacità di trasformare immagini quotidiane in racconti dal significato più ampio.

Un percorso nel quale la canzone d’autore continua a rappresentare uno spazio di ricerca aperto al dialogo con poesia, cinema e sperimentazione.

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Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

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