Costruire un’impresa non basta se, nel frattempo, l’uomo resta indietro. È uno dei passaggi più interessanti di “Il settimo figlio. L’alchimia tra farina e cristallo”, il libro autobiografico di Carmine Bernabotto pubblicato lo scorso giugno. Dopo aver dato forma al Gold Center Club e introdotto nuovi modelli di allenamento sul territorio, l’autore racconta infatti una diversa inquietudine: sentirsi culturalmente non ancora all’altezza della realtà costruita. Decide così di tornare a studiare, affidandosi anche a una docente per migliorare la propria padronanza dell’italiano. È uno snodo che sposta il libro dal semplice racconto imprenditoriale alla crescita individuale. Palestra, piscina, arti marziali e nuovi progetti diventano progressivamente metafore di un allenamento più difficile: quello necessario per sottrarre qualcosa ai propri limiti senza smettere di riconoscere le proprie origini.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.