La storia da sola può commuovere, sicuramente la realtà spesso è più generosa di spunti di quanto un film potrebbe fare. Di certo, in questo libro, la realtà è l’unica cosa che conta e che viene messa al centro: ma non di quelle realtà che si rendono manifeste e visibili. Andiamo oltre, a latere, nei sottoscala… andiamo dove tutto viene messo a tacere. Prima dentro di noi, nelle nostre abitudini… e poi sulla superficie della vita di ogni giorno. Si intitola “Libere. Storie di donne che hanno sconfitto violenza e abusi” di Armando Cecatiello libro che prova a raccontarla la violenza, da dove nasce, dalle sue abitudini… dalle sue maschere.

Le dieci narrazioni occupano il centro emotivo del libro, ma a chiusa il discorso si allarga. Le diverse forme di violenza vengono nominate e ordinate: fisica, sessuale, psicologica, economica, digitale. La postfazione insiste poi su un passaggio decisivo, quello tra diritto e psicologia. Proteggere legalmente una persona non significa automaticamente averla liberata dalle conseguenze emotive e relazionali di ciò che ha attraversato. Interessante dunque che un avvocato scelga di uscire dal linguaggio del fascicolo. Qui non contano soltanto fatti, prove e responsabilità: conta quel territorio molto meno misurabile in cui la vittima può arrivare a dubitare della propria lettura della realtà. Ed è forse uno dei meccanismi più feroci raccontati nel volume.Mi fermo sulla parola “Libere” che porta tutto il libro a divenire bandiera di rinascita, uno sprono educativo, in alcuni angoli direi anche apertamente didattico… e lo fa sempre senza nascondere questa intenzione. E probabilmente è giusto così. Non chiede di contemplare il dolore, ma di acquisire uno sguardo. Perché la prevenzione comincia anche da una forma elementare e potentissima di conoscenza: saper chiamare le cose con il loro nome.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.