Cantautorato, spoken word, art pop e minimalismo elettronico convivono in un album che utilizza la voce come strumento narrativo e la scrittura come elemento centrale della composizione

Uno degli aspetti più interessanti di “Dai ciliegi” è il rapporto tra musica e parola. Nel progetto di Apalis il testo non sembra avere una funzione accessoria, ma diventa parte della costruzione sonora. La voce, a sua volta, non viene utilizzata soltanto in senso melodico: canta, racconta, declama e accompagna l’ascoltatore dentro un universo più vicino alla narrazione che alla forma tradizionale della canzone.
Il disco fonde linguaggi diversi. Cantautorato, spoken word, art pop e minimalismo elettronico convivono con elementi acustici e orchestrali. Il risultato non appare come una semplice somma di generi, ma come una struttura capace di adattarsi di volta in volta alle esigenze del racconto.
Le ambientazioni elettroniche si alternano a pianoforte, quartetti d’archi, corni e sezioni orchestrali. La costruzione musicale passa quindi da momenti raccolti a situazioni di maggiore tensione, fino a raggiungere atmosfere che assumono un carattere quasi cinematografico. Apalis – Dai ciliegi
Proprio questa varietà permette alle parole di trovare un contesto differente in ogni brano. In alcuni momenti la scrittura assume un tono spirituale, in altri diventa ironica, sarcastica o apertamente critica. In “Son diroccate le porte dell’arte”, ad esempio, la scelta degli endecasillabi sottolinea la componente letteraria del progetto. Altrove, come in “Giorgio”, la parola diventa strumento di osservazione della fragilità umana. Apalis – Dai ciliegi
Apalis sembra quindi utilizzare la canzone come una forma aperta. Non necessariamente legata a un ritornello immediato o a una struttura riconoscibile, ma costruita attorno alla necessità di raccontare.
È significativo che il progetto venga descritto come un lavoro nato dopo anni di elaborazione. Questa lunga sedimentazione emerge proprio nella densità dei temi affrontati e nella volontà di costruire un linguaggio coerente. Apalis – Dai ciliegi
La vocalità recitativo-cantata rappresenta forse l’elemento più riconoscibile dell’identità di Apalis. La parola diventa così un dispositivo narrativo e spirituale, capace di sostenere il significato delle composizioni senza separarsi dalla dimensione musicale. Apalis – Dai ciliegi
“Dai ciliegi” si colloca quindi in una zona interessante della produzione indipendente italiana: quella in cui il confine tra canzone, poesia, teatro e narrazione sonora diventa meno definito.
Il risultato è un disco che chiede tempo e attenzione, ma che proprio attraverso questa complessità costruisce la propria identità.
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