Anteprima della Stagione Lirica al Teatro Marrucino di Chieti: stasera in scena alle 21:00 “Le avventure di Pinocchio”.
L’evento è in occasione del Bicentenario della nascita di Carlo Collodi
Opera in due atti
Musica di Antonio Cericola
Libretto di Sandro Bernabei
Anteprima della Stagione Lirica al Teatro Marrucino di Chieti: stasera in scena “Le avventure di Pinocchio” – i personaggi e gli interpreti
Pinocchio Samuele Lattanzi
La Fata Turchina Minkyung Park
Geppetto Carlo Giacchetta / Mickael Santoro
Mangiafuoco Emanuele Rosetti
Lucignolo Kevin Paoltroni
Il Gatto Shipeng Xu
La Volpe Giulia Antonia Calin / Lisa Brandolini / Adriana Orefice
L’Oste/L’Omino di burro Paolo Gatti / Tonino Crisciotti
Il Grillo Parlante (voce recitante) Massimo Di Michele
Orchestra da Camera dell’OST
Coro di Voci Bianche del Conservatorio “L. D’Annunzio” di Pescara
Coro di Voci Bianche del Polo a orientamento artistico-formativo Provincia di Chieti – Rete per la creatività
Maestri del Coro di Voci Bianche Paola Ciolino e Giulia Bruni
Maestro Concertatore e Direttore Antonio Cericola
Regia Danilo Proia
Scene e costumi Simona Ferri
In collaborazione con l’Accademia delle Arti Antonio Cericola
Assitente alla regia Elia Voltolini
Direttore di produzione Marco Iezzi
In breve
Ispirata al capolavoro senza tempo di Carlo Collodi, l’opera ripercorre il viaggio di Pinocchio, il burattino che sogna di diventare un bambino vero. Attraverso prove, errori, incontri straordinari e continue tentazioni, il protagonista affronta un percorso di crescita che lo conduce alla scoperta di sé stesso e del significato più autentico della libertà.
Le avventure di Pinocchio è la prima opera lirica del compositore Antonio Cericola, formatosi presso il Conservatorio di Santa Cecilia e già autore di musiche cameristiche, corali e sinfoniche. Il libretto di Sandro Bernabei trasforma la complessa vicenda di Collodi in un avvincente percorso, scandito da episodi di forte impatto teatrale che accompagnano il celebre burattino alla scoperta della vita, delle sue meraviglie e delle sue insidie.
La partitura, scritta per grande orchestra, si distingue per una scrittura tradizionale ricca di slanci lirici e suggestioni che richiamano la grande tradizione operistica italiana. Strumenti e voci danno vita ad un universo sonoro ricco di colori e caratterizzazioni, mentre la narrazione scenica procede con naturalezza, leggerezza e intensità.
Un’opera capace di incantare ogni generazione: i più piccoli, che diventano protagonisti dei loro sogni e incontrano l’incanto della musica e del teatro; i più grandi, che riscoprono, attraverso la poesia, quello sguardo puro e meravigliato del “fanciullino” che continua a vivere nel loro cuore.
Note di regia
L’opera lirica Pinocchio del librettista Bernabei si chiude con il bellissimo motto “Pinocchio siamo noi”. Ed è proprio questo motto che racchiude in sé il senso dello spettacolo. Ognuno di noi nasce come una specie di burattino e attraverso inganni, affanni, tribolazioni, ostacoli, errori ma anche favori, aiuti, amicizie riesce a trasformare la propria esistenza. Si tratta di un viaggio iniziatico. E in questo viaggio Pinocchio è il campo d’azione nel quale agiscono forze contrapposte, entrambe importanti: forze ostacolatrici (il Gatto, la Volpe, Lucignolo, l’Omino) e forze evolutive (la Fata, Geppetto, Mangiafuoco).
Nell’esistenza di Pinocchio ci sono momenti in cui viene aiutato e in altri in cui viene ostacolato. Ma c’è qualcos’altro che lo accompagna costantemente nel suo cammino. Qualcosa che lo segue e gli ricorda spesso e volentieri qual è il progetto della sua vita. È la sua stessa coscienza, che nella storia si manifesta attraverso il Grillo Parlante, la quale cerca puntualmente di riportare il nostro protagonista sulla diritta via. Alle volte, il Grillo Parlante gli procurerà disavventure, altre volte invocherà l’aiuto di esseri pronti a dare una mano.
Ma come si diventa adulti? Non si diventa uomini se dietro di noi c’è sempre qualcuno che ci indica la strada. Pinocchio deve imparare a scegliere da solo ciò che è meglio per lui!
In questo viaggio, Pinocchio non avrà più bisogno né dei “buoni” né dei “ cattivi, sarà lui a prendere in mano il proprio destino. E, una volta capito di esserne lui l’artefice, inizierà a scegliere ciò che è meglio per lui e per tutta l’umanità, per tutta la piccola umanità che lo circonda. Inizierà a lavorare, a studiare non per obbligo ma perché ha compreso che il bene supremo è offrire sé stesso a coloro che più ama. Sarà impossibile per Pinocchio non impegnarsi nell’aiutare il padre Geppetto, la Fata e tutti coloro che hanno bisogno del suo talento.
Proveremo a tradurre questi concetti in una forma rappresentativa vivace che coinvolgerà il pubblico in una divertente messa in scena dove il Grillo Parlante tesserà i fili della nostra storia intrecciando e sbrogliando i nodi di una vita complessa. Il pubblico sarà coinvolto rompendo quella quarta parete che spesso non permette un fruttuoso incontro tra il pubblico e i cantanti-attori. Ci aiuterà la musica complessa e coinvolgente del compositore Cericola che, con la sua maestria, ci ha condotto in mondi musicali multiformi e affascinanti e le giovani e i giovani cantanti che con la loro freschezza daranno vita a personaggi buffi e inquietanti insieme. Una messa in scena che aderisce con entusiasmo alle parole del capocomico Mangiafuoco: “Il teatro…! È un insieme…è un vibrare…è un’abile magia”.
di Danilo Proia
Nota del compositore
Ogni opera racchiude in sé un sapore particolare, difficilmente esprimibile. E questa in particolare riveste un significato ancora più profondo nel recupero del mondo infantile ad una forma d’arte che solo raramente se ne è occupata. L’opera lirica Le avventure di Pinocchio vuole segnare un passo importante in questo senso proponendo l’universale favola di Collodi in una veste diversa, accattivante, attraverso la musica che si cala nell’azione scenica e del teatro che si anima nella musica. Ho tentato in qualche modo di riconsegnare ai ragazzi la fantasia, la meraviglia che i media e la televisione stanno distorcendo sempre di più in un generale appiattimento dei valori.
Tra le mie premure, inoltre, c’è quella di arrivare alle sensibilità adulte anche attraverso il linguaggio dei bambini, di risvegliare l’incanto della poesia del “fanciullino” che vive in ciascuno di noi. Una sfida coraggiosa, dunque, quasi esperimento.
Il libretto di Sandro Bernabei mi dava uno stimolo speciale, per diversi motivi; ne ho colto subito i significati oltre le parole. Era esattamente quello che cercavo. Testo e pretesto per una musica apparentemente semplice ma ricca di sentimenti, composita ma di immediata lettura; musica in cui fondere soluzioni moderne nel rispetto di una tradizione che non può essere rinnegata.
La frattura sempre più profonda generata negli ultimi cento anni tra la produzione e la fruizione ha allontanato in maniera sempre più massiccia il grande pubblico dalla musica colta in generale, e dalla lirica in particolare. Anche questo aspetto ho tenuto presente nel recupero globale. Non a caso confluisce in questa opera ua commistione di stili tenuti assieme da un filo conduttore univoco. Si intersecano e si incontrano costantemente linee melodiche sempre nuove, su un tessuto armonico e ritmico dalle innumerevoli possibilità, che determinano di volta in volta tensione, ironia, nostalgia, affetto.
Il desiderio che più mi stava a cuore era quello di portare sulla scena come veri protagonisti i bambini: interpreti che entrassero nei panni veri delle loro stesse fantasie, per sentire per la prima volta nel loro cuore “l’abile magia” della musica e del teatro.
di Antonio Cericola
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Fonte: Sito web ufficiale Teatro Marrucino
La foto nell’articolo “Anteprima della Stagione Lirica al Teatro Marrucino di Chieti” è tratta dalla pagina facebook del Teatro Marrucino Chieti


