Una collaborazione nata nel 2010 riemerge nel nuovo videoclip del cantautore e attore. Il risultato è un’opera in cui la memoria prende forma attraverso pennellate, paesaggi estivi e atmosfere sospese tra fantasy e suggestioni felliniane

Alcune collaborazioni artistiche nascono da un progetto costruito a tavolino.
Altre aspettano semplicemente il momento giusto.
Quella tra Andrea Gherpelli e Roberto Ballestracci appartiene alla seconda categoria.
I due si conoscono dal 2010, quando durante le prove dello spettacolo “Caligola”, successivamente portato in scena al Meeting di Rimini, Ballestracci realizzò una caricatura dell’attore.
Un episodio apparentemente marginale, ma rimasto nella memoria di Gherpelli.
Sedici anni dopo, quell’incontro trova una nuova forma nel videoclip di “Mi troverai”.
Il tempo trascorso non è un dettaglio secondario, perché la memoria rappresenta proprio uno dei nuclei centrali dell’intero progetto.
Gherpelli descrive la canzone e il video attraverso ricordi trasformati dagli anni, immagini diventate meno definite ma forse proprio per questo più poetiche.
Ballestracci entra perfettamente in questa prospettiva.
Il suo compito non è ricostruire fotograficamente il passato, ma interpretarlo.
Il videoclip mostra infatti l’illustratore mentre crea.
Non c’è un’immagine definitiva che viene semplicemente mostrata allo spettatore. C’è un foglio che lentamente si popola di segni e forme.
Quasi una metafora del funzionamento stesso della memoria.
Prima emerge un particolare.
Poi un altro.
Alla fine abbiamo l’impressione di riconoscere un paesaggio che forse non è mai esistito esattamente in quella forma.
La lavorazione evita intenzionalmente il tradizionale disegno animato e privilegia invece la documentazione della pittura mentre accade. Ballestracci procede senza un’impostazione rigidamente preparatoria, lasciando spazio alla dimensione emotiva e immediata della creazione.
È probabilmente qui che il videoclip trova la sua personalità.
L’operazione possiede una qualità manuale che contrasta con molte produzioni contemporanee estremamente digitalizzate.
Non è nostalgia tecnica.
È una precisa scelta linguistica.
“Mi troverai” parla di sentimenti, vulnerabilità e presenza all’interno delle relazioni. Utilizzare un segno visibile, imperfetto, progressivo significa dare all’immagine la stessa fragilità contenuta nel testo.
Il paesaggio contribuisce al resto.
Gherpelli immagina un viaggio in bicicletta sotto il sole estivo, attraversando idealmente le campagne emiliane e le spiagge romagnole.
Due territori che possiedono nell’immaginario collettivo caratteristiche differenti: il silenzio orizzontale della campagna e la dimensione più aperta, luminosa e popolare della costa.
Ballestracci li trasforma in qualcosa che non è più strettamente geografico.
Diventano luoghi mentali.
Il video arriva così a evocare atmosfere fantasy e quasi felliniane, con figure e scenari che sembrano appartenere contemporaneamente al ricordo e al sogno.
In questo viaggio occupa uno spazio significativo anche la figura femminile.
Gherpelli dedica infatti il progetto alle donne e alla distanza, affascinante e misteriosa, che percepisce tra universo maschile e femminile.
Il racconto attraversa quindi differenti ruoli e differenti forme dell’affettività.
Dal punto di vista musicale, “Mi troverai” conferma inoltre il desiderio dell’artista di recuperare una vena cantautorale già coltivata in passato attraverso il teatro-canzone.
Dal punto di vista visivo, invece, la collaborazione con Ballestracci permette di non tradurre banalmente le parole in immagini.
Questo è forse il risultato migliore del progetto.
Il video non “spiega” il testo.
Lo accompagna altrove.
E nell’incontro tra una canzone nata dai ricordi e un disegno che prende lentamente forma davanti agli occhi, “Mi troverai” trova una delle sue chiavi narrative più efficaci.


