Il progetto nasce per aiutare chi utilizza musica, ma punta anche a rafforzare il riconoscimento del valore di autori e artisti. Tecnologia e automazione diventano così strumenti di collegamento tra imprese e creatori.


Innovare nel mercato dei diritti musicali significa affrontare un equilibrio delicato.
Da una parte ci sono imprese, organizzatori, locali e professionisti che hanno bisogno di utilizzare musica con procedure semplici e comprensibili. Dall’altra ci sono autori, compositori, musicisti e produttori il cui lavoro deve essere correttamente riconosciuto.

SoundRights nasce esattamente nel punto di incontro tra queste due esigenze.
La piattaforma è stata progettata inizialmente per semplificare la vita di chi utilizza musica, ma nel comunicato che presenta il progetto viene sottolineato un obiettivo più ampio: contribuire alla tutela di chi quella musica la crea.

Il ragionamento alla base è interessante.
Durante lo sviluppo di SoundRights sarebbe emerso che molti operatori non avrebbero come obiettivo quello di sottrarsi al pagamento dei diritti. Il problema sarebbe piuttosto comprendere quale procedura seguire, quale licenza utilizzare e come mettersi correttamente in regola.
Ridurre questa difficoltà potrebbe dunque avere un effetto positivo anche sui creatori.
Più semplice è adempiere agli obblighi, minore è il rischio che la complessità burocratica diventi una barriera.
È qui che tecnologia e creator economy si incontrano.

SoundRights utilizza l’Intelligenza Artificiale per automatizzare attività ripetitive e facilitare l’interpretazione delle normative, dichiarando esplicitamente tra i propri obiettivi quello di tutelare la creator economy.
Il modello scelto non punta a sostituire gli organismi che raccolgono e gestiscono i diritti.
La piattaforma dichiara anzi di voler mantenere una posizione indipendente e di non essere in contrapposizione con le collecting society. Il suo ruolo sarebbe invece quello di rendere le differenti offerte più accessibili e comprensibili all’utente finale.

È una distinzione sostanziale.
SoundRights prova a intervenire sulla cosiddetta esperienza utente del diritto d’autore.
Un concetto che fino a pochi anni fa sarebbe potuto sembrare insolito, ma che oggi assume un significato preciso.
Se per acquistare un viaggio o effettuare un pagamento ci siamo abituati a interfacce estremamente intuitive, perché la gestione dei diritti dovrebbe rimanere necessariamente complessa?

La piattaforma cerca di rispondere portando in un unico ambiente digitale l’individuazione della licenza, il confronto delle possibilità, i preventivi e la gestione della documentazione.
Questa semplificazione assume un valore particolare nell’economia contemporanea, nella quale la musica viene utilizzata in una quantità crescente di contesti.
Non soltanto concerti e discoteche, ma hotel, ristoranti, negozi, resort, eventi aziendali, matrimoni, stabilimenti balneari e strutture ricreative.

Più aumentano gli utilizzi, più diventa necessario creare sistemi capaci di rendere il licensing scalabile.
Ed è forse proprio questa la scommessa più significativa di SoundRights.

Non considerare la tutela dei diritti e la semplicità per l’utente come due obiettivi in contraddizione.
Al contrario, fare della semplicità uno strumento attraverso il quale favorire un riconoscimento più efficace del valore della musica.

La tecnologia, in questa prospettiva, non sostituisce il diritto d’autore.
Può diventare il mezzo attraverso il quale renderlo più accessibile, comprensibile e applicabile.

www.soundrights.it 
soundrights@soundrights.it 

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.