Quarantaquattro anni, una chitarra comprata con i risparmi estivi a diciassette, anni di canzoni scritte in solitudine. “Dedalista” è il primo album completo di Gaspid, e arriva con una chiarezza di intenzioni che si sente fin dalla prima traccia. Il progetto nasce da una scelta radicale compiuta nel 2025, undici brani pubblicati in versione minimale chitarra e voce, senza volto, senza immagine, solo la musica. “Dedalista” è la rielaborazione piena di otto di quei pezzi, con arrangiamenti che aggiungono batteria, basso e chitarra elettrica senza stravolgere l’essenza acustica. Il risultato è un album che chi ama il cantautorato con la schiena dritta apprezzerà senza riserve. Chi cerca qualcosa di più levigato o di tendenza probabilmente resterà fuori dalla porta, e quella distanza sembra del tutto voluta. La title track apre con un tema grande, libertà individuale e critica alla guerra, e lo porta a termine con una coerenza non scontata. “Verso l’invisibile” è il pezzo più rischioso, costruito su una storia di notti al limite e sopravvivenza, e anche il più riuscito sul piano emotivo. In mezzo, i pezzi d’amore e i brani più leggeri assolvono al loro compito senza sbavature. La riserva, e va detta, è sul ritmo complessivo del disco: certi passaggi tra un brano e l’altro potrebbero beneficiare di un respiro più marcato, una variazione di temperatura più netta. È questione di gusto più che di competenza, ma vale la pena segnalarlo. Un disco autentico. Il tipo di album che o ti entra o ti lascia indifferente, senza vie di mezzo.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.