Dalla periferia est della Capitale fino al confine con il litorale ostiense, sono sei gli ultimi pusher finiti nel mirino dei Falchi della Polizia di Stato, ora gravemente indiziati, a diverso titolo tra loro, del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Tre, invece, sono i consumatori, intercettati all’apice di distinte cessioni, denunciati all’Autorità giudiziaria e segnalati alla Prefettura.

Proprio un sistema di gestione dello spaccio “a doppio canale”, calibrato sulle richieste degli assuntori, è quanto documentato dagli investigatori della VI sezione della Squadra Mobile nella nota piazza del “Ferro di Cavallo”. A seconda della sostanza richiesta, i clienti venivano infatti indirizzati all’uno o all’altro dei pusher a seconda della “opzione preferita” tra cocaina e hashish.

Il meccanismo, ben coordinato e funzionale a velocizzare le consegne ottimizzando il flusso clientelare, era alimentato da un sistema di approvvigionamento scandito dal prelievo periodico delle dosi da una cassetta postale utilizzata come deposito. I due pusher, neutralizzati in flagranza, sono stati arrestati. Al loro seguito sono state sequestrate decine di dosi delle due sostanze, per un peso complessivo di 60 grammi, oltre a 700 euro in contatti, suddivisi in banconote di diverso taglio, ritenuti verosimile provento della loro attività.

Altri due rifornitori delle piazze di spaccio sono stati intercettati al Quarticciolo, nel pieno di una operatività apparentemente “ordinaria”, costruita su un flusso clientelare indirizzato da “traghettatori” e protetto da vedette. Dopo averne documentato lo schema, con le dosi prelevate all’occorrenza da un muretto e da un nascondiglio ricavato dal portone di un palazzo di edilizia popolare, i Falchi sono entrati in azione bloccando contestualmente entrambi i pusher, insieme a tre acquirenti. Al loro seguito sono state sequestrate circa 30 dosi di cocaina. Un altro rifornitore è stato arrestato a Ponte di Nona, dove aveva individuato il suo drop point nell’ammortizzatore della ruota di un furgone in sosta. Con il suo arresto, è scattato altresì il sequestro delle 20 dosi di cocaina rinvenute nel nascondiglio.

L’ultimo intervento è maturato quasi per caso al confine con il litorale ostiense, dove una lite tra due persone a bordo di un veicolo fermo sul ciglio della strada ha richiamato l’attenzione degli investigatori. Il controllo ha consentito di rinvenire alcuni involucri di shaboo occultati nel reggiseno della donna. Gli approfondimenti estesi all’abitazione a lei in uso hanno poi fatto emergere un vero e proprio retrobottega della droga, con hashish, funghi allucinogeni e materiale destinato alla preparazione ed al confezionamento delle dosi.