Costruire un’impresa non basta se, nel frattempo, l’uomo resta indietro. È uno dei passaggi più interessanti di “Il settimo figlio. L’alchimia tra farina e cristallo”, il libro autobiografico di Carmine Bernabotto pubblicato lo scorso giugno. Dopo aver dato forma al Gold Center Club e introdotto nuovi modelli di allenamento sul territorio, l’autore racconta infatti una diversa inquietudine: sentirsi culturalmente non ancora all’altezza della realtà costruita. Decide così di tornare a studiare, affidandosi anche a una docente per migliorare la propria padronanza dell’italiano. È uno snodo che sposta il libro dal semplice racconto imprenditoriale alla crescita individuale. Palestra, piscina, arti marziali e nuovi progetti diventano progressivamente metafore di un allenamento più difficile: quello necessario per sottrarre qualcosa ai propri limiti senza smettere di riconoscere le proprie origini.



