Una corda Spirocore che si spezza, un violoncello ferito, una mano che non riesce più a governare l’arco. Pier Paolo Maccarrone costruisce “Il legno delle mani spezzate” anche attraverso il rapporto fisico tra musicista e strumento. Nel romanzo il Goffriller di Alessio viene riparato inserendo un tassello di legno nuovo che ne modifica la voce: una metafora della cicatrice che attraversa anche il protagonista. Corpo e strumento cambiano insieme senza poter tornare identici a prima. Il volume si chiude inoltre con 31 consigli pratici rivolti ai musicisti su postura, respirazione, sonno e gestione dell’errore, facendo incontrare narrativa ed esperienza didattica dell’autore. Un libro in bilico tra la razionalità della tecnica e la rinascita di un sentire di vita…



