Il ciliegio di “Quando i fiori tornano rosa” non fa soltanto da sfondo. Osserva, conserva, attende. I dettagli in genere non sono mai semplici arredi… andare oltre l’estetica è un centro forte di questa lettura. Mentre gli esseri umani si allontanano, costruiscono vite altrove e cercano di dimenticare, lui rimane nello stesso punto come una memoria vegetale, qualcosa che continua a conoscere le origini anche quando chi gli è cresciuto accanto ha smesso di guardarle. Loretta Gianotti costruisce il suo secondo romanzo attorno a questa idea di permanenza. Milena nasce dentro una famiglia nella quale il sentimento viene rapidamente tradotto in dovere, controllo, paura del giudizio. La madre Maria governa l’ordine come se dall’ordine dipendesse la salvezza; il padre Mario ama sua figlia ma per molto tempo non possiede la forza necessaria a trasformare quell’amore in protezione. È dentro questo vuoto che Milena impara a pensarsi come errore. Sono trame familiari ma anche vissuti che un poco ci rivedono tutti protagonisti, come accade per le belle canzoni: le ferite cambiano linguaggio, possono diventare bisogno d’amore, fuga, iper-responsabilità, controllo. La famiglia in questo romanzo somiglia così a un albero (come dicevo in apertura) nel quale la stessa linfa raggiunge rami che crescono in direzioni opposte. La scrittura di Loretta Gianotti è volutamente accessibile, spesso esplicita nel nominare le dinamiche emotive e più interessata alla chiarezza del percorso interiore che all’ambiguità letteraria. È una scelta che avvicina il romanzo alla sua componente analogica e che trova completamento nel glossario finale. E qui un punto davvero interessante: mai per una volta l’opera spiega se stessa. E la mappa geografica del simbolismo e dei significati serve più per la vita di ogni giorno che per una nuova lettura (anzi rilettura) di tutto il libro.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.