A undici anni Ludovica aspetta il padre davanti a una porta. Intorno a lei ci sono scatoloni e sacchi con dentro le sue cose. È una delle immagini che chiariscono subito il terreno su cui si muove “Leggermente fuori dal nido”: l’infanzia non viene ricostruita come stagione protetta, ma come origine di molte fratture che continueranno a lavorare negli anni successivi. Sara Fenu racconta la propria storia attraverso Ludovica e soltanto nella conclusione elimina definitivamente la distanza fra autrice e protagonista. La scelta funziona perché permette al racconto di conservare per molte pagine una forma narrativa, pur restando evidente che la materia viene da un’esperienza diretta. Il libro procede per episodi. Famiglia, religione, rapporti sentimentali, sesso, denaro, lavoro, salute, traslochi e bisogno di fuga entrano senza seguire una costruzione romanzesca tradizionale. A tenere insieme il percorso sono i sette capitoli associati ai chakra. È una struttura dichiaratamente spirituale che può essere più o meno vicina alla sensibilità del lettore, ma nel libro ha una funzione precisa: segnare le diverse fasi attraverso cui Ludovica rilegge ciò che le è accaduto. Uno degli elementi più convincenti è il ritorno costante del movimento: Ludovica cambia casa, pedala, parte, cerca luoghi nuovi. Da adolescente la bicicletta è una via di fuga; da adulta diventa invece lo spazio in cui comprende che continuare ad allontanarsi non risolve il problema. Il passaggio importante non è trovare un’altra destinazione, ma smettere di scappare da se stessa. La scrittura conserva spesso l’impulso della confessione: in alcuni punti è ruvida, molto esposta, poco interessata alla distanza o alla misura. È anche ciò che rende riconoscibile la voce di Fenu: non prova a trasformare ogni esperienza in una scena perfettamente costruita, ma la consegna con il peso che ha avuto. Forse l’urgenza di una confessione… forse il bisogno di tornare alle origini di se. È sempre violento e faticoso mettersi a nudo…

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.