La scrittrice Valentina Simeone pubblica il romanzo “Il potere della fonte”. Si tratta di un esordio che si inserisce pienamente nel filone fantasy, intrecciando storie d’amore e intrighi sensazionali. Abbiamo incontrato la scrittrice per conoscere qualche dettaglio in più…

Ciao, Valentina. Da dove nasce la tua volontà di scrivere il libro “Il potere della fonte”? Hai sempre avuto la passione per la scrittura?
Il potere della Fonte nasce dal desiderio di scrivere esattamente il tipo di storia che amo leggere: un romance fantasy con una componente spicy. Non volevo però un romance costruito su personaggi stereotipati o su dinamiche già viste; volevo personaggi imperfetti, contraddittori, capaci di desiderare, sbagliare, cambiare e fare scelte anche discutibili. Mi affascina il fantasy perché permette di creare mondi nuovi, ma volevo che dentro quei mondi ci fossero emozioni molto umane. La scrittura mi ha sempre accompagnata, ma questo romanzo viveva nella mia testa molto prima di arrivare sulla pagina. Ci pensavo in autobus, mentre camminavo per andare al lavoro, prima di addormentarmi. Ho immaginato nei dettagli di camminare per Syldria, di entrare nei suoi palazzi, di parlare con Jolene. A un certo punto scrivere è diventato il modo naturale per dare forma a un mondo che, per me, esisteva già.
C’è un personaggio, anche secondario, che merita una lettura più approfondita? Perché?
Direi Galavrion. All’inizio si presenta come un cavaliere errante, ironico, disinvolto, quasi irriverente. È uno di quei personaggi che sembrano vivere tutto con leggerezza, ma sotto quella superficie ho sempre sentito una lealtà e un senso dell’amicizia molto profondi . Quando diventa comandante dell’Esercito delle Nebbie, ho iniziato a chiedermi cosa avrebbe scelto per sé, dove sarebbe andato, chi sarebbe diventato. Quella curiosità è cresciuta al punto che è esattamente quello che sto facendo adesso: scrivere di lui.
Quali sono le sequenze narrative che hai preferito scrivere? Ci sono motivi specifici?
Le scene d’amore, devo ammetterlo. Mi divertono da scrivere perché per me non sono mai semplicemente scene di sesso: servono a raccontare i personaggi, il modo in cui si fidano, si sfidano, si lasciano andare oppure cercano di mantenere il controllo. Spesso, proprio nell’intimità, emerge qualcosa che fuori non riuscirebbero mai a dire. Le scene che però mi hanno dato più soddisfazione sono state le battaglie, perché mi hanno messa davvero alla prova. Volevo che fossero realistiche, tese, con un ritmo preciso, quasi fisico, e per certi versi le ho affrontate con la stessa attenzione delle scene d’amore. Proprio per questo sono state più difficili da scrivere, ma anche molto gratificanti.
Ci sono dei libri che hanno segnato profondamente il tuo modo di scrivere? Avresti il piacere di parlarne?
Sì, molti, perché sono una lettrice onnivora e compulsiva. Sicuramente mi hanno influenzato due dei miei grandi miti del fantasy, Tolkien e George R.R. Martin, soprattutto per la costruzione dei mondi, dei conflitti e dei personaggi. Ma mi hanno influenzata molto anche i poeti, Neruda in particolare, per il modo di raccontare il desiderio, la mancanza e le emozioni. Per la parte più romantica, invece, direi i grandi classici di Jane Austen, per l’ironia, i rapporti tra i personaggi e tutto quello che riesce a far passare anche attraverso ciò che non viene detto. E poi c’è Italo Svevo: La coscienza di Zeno è uno dei miei libri preferiti e non è un caso che abbia scelto proprio Zeno come nome per uno dei miei personaggi. Del resto, come lui, anch’io fumo ogni giorno l’ultima sigaretta.
Una domanda particolare: qual è la tua “Fonte”? Sei entrata in contatto con essa?
Sì, credo di esserci entrata in contatto. Per me la Fonte è un’energia interiore, a volte sembra dormire, altre volte scorre impetuosa e diventa impossibile ignorarla. È qualcosa che mi ha toccata profondamente e che associo alla spinta a cambiare, a crescere, a non accontentarmi. In fondo, la mia Fonte è proprio questo: continuare a combattere per diventare la versione migliore di me stessa e credo che sia una ricerca che non finisce mai.
https://www.instagram.com/valentina____simeone


