DALLE RADICI CAMPANE ALLA BIENNALE DI VENEZIA: IL PITTORE FERNANDO MANGONE RACCONTA LA FORZA UNIVERSALE DELLA PITTURA

L’artista campano protagonista al Padiglione Grenada. La Dott.ssa Valentina Minniti analizza la poetica del segno, la forza gestuale e la dimensione materica della sua pittura

Il pittore campano Fernando Mangone è protagonista alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia con la mostra “The Poetics of Correspondence”, ospitata al Padiglione Grenada presso lo Spazio Berlendis, Cannaregio 6301/A – Venezia. L’esposizione, curata da Daniele Radini Tedeschi e con la commissione di Susan Mains, presenta l’opera “Masque” (2010, tecnica mista su tela, 100×100 cm), una delle testimonianze più significative della ricerca espressiva dell’artista, incentrata sul rapporto tra gesto, materia ed emozione. Nell’ambito della mostra si è svolto l’evento “Conversation with the artist: Fernando Mangone”, un momento di confronto dedicato al percorso creativo del pittore e alla sua visione artistica. L’analisi critica è stata affidata alla Dott.ssa Valentina Minniti, che ha approfondito i caratteri distintivi della sua produzione, evidenziandone la forza compositiva, l’intensità cromatica e il valore concettuale. La pittura di Mangone racconta il movimento della contemporaneità attraverso paesaggi urbani, visioni e frammenti di vita quotidiana trasformati in immagini cariche di energia. Le sue opere catturano la frenesia dell’esistenza moderna, restituendo sulla tela atmosfere sospese tra realtà e immaginazione, dove il colore diventa memoria e il segno diventa racconto. Secondo la lettura critica della Dott.ssa Valentina Minniti, il linguaggio di Mangone si caratterizza per una sintesi originale tra la vivacità cromatica del Fauvismo e l’impeto gestuale dell’Informale italiano del secondo dopoguerra. La critica ha inoltre evidenziato una vicinanza alla forza espressiva e alla tensione del segno proprie della ricerca di Emilio Vedova, richiamando quel rapporto profondo tra gesto, materia e movimento che rende la superficie pittorica un luogo di energia e trasformazione. In questo percorso si inseriscono anche richiami alla tradizione astratta italiana, con riferimenti alla ricerca cromatica di artisti come Antonio Corpora, reinterpretati da Mangone attraverso una visione personale e contemporanea. Il colore assume così una forza dinamica e vitale, mentre il gesto pittorico diventa una traccia emotiva capace di restituire stati interiori, tensioni profonde e frammenti dell’esperienza umana. “Masque”: il segno come espressione dell’invisibile L’opera “Masque”, presentata al Padiglione Grenada, rappresenta un momento di intensa ricerca espressiva nella produzione di Fernando Mangone. La tela è attraversata da pennellate rapide e frammentate, dove il segno supera la rappresentazione tradizionale e diventa strumento di comunicazione dell’interiorità. La materia pittorica si trasforma in un luogo di confronto tra emozione e memoria, tra impulso creativo e riflessione. Attraverso un linguaggio fatto di contrasti, ritmo e profondità cromatica, Mangone porta sulla tela una dimensione emotiva che supera il visibile per interrogare la parte più nascosta dell’esperienza umana.

La dichiarazione dell’artista Fernando Mangone: “Essere presente alla Biennale di Venezia è per me un grande onore e una forte emozione. L’arte nasce dalla vita, dai luoghi che attraversiamo, dalle persone che incontriamo e dalle memorie che custodiamo. La mia pittura è un messaggio all’umanità, un modo per raccontare la bellezza attraverso il colore, il gesto e la libertà espressiva. Porto con me le radici della mia terra e il desiderio di dialogare con il mondo attraverso un linguaggio universale, quello dell’arte”.

La Presidente della Fondazione FAM ETS – Fondazione Arte Mangone Ente del Terzo Settore, Anna Coralluzzo, dichiara: “La partecipazione di Fernando Mangone alla Biennale di Venezia rappresenta un importante riconoscimento per un percorso artistico fondato sulla ricerca, sulla libertà espressiva e sulla capacità dell’arte di creare dialogo tra territori e culture. La Fondazione FAM ETS sostiene e promuove la diffusione della cultura artistica come patrimonio collettivo, valorizzando la forza della creatività e il ruolo dell’artista come interprete del proprio tempo.