Il singolo “Camper” di Beppe Pellegrino prende forma da un’esperienza personale e si apre a un significato più ampio, tra viaggio, famiglia e desiderio di riscoprire la leggerezza delle cose semplici.

“Camper” sembra parlare di libertà, ma anche di famiglia: quanto è difficile tenere insieme questi due aspetti senza perdere autenticità?
Guarda, per me non sono due cose opposte. La libertà vera, quella che cerco io, non è scappare da tutto. È poter scegliere chi portarti dietro. Nel camper ci stai tu, ci stanno le persone che ami, ci stanno i silenzi e le risate. Autentico è proprio questo: ammettere che la libertà senza affetti è solo solitudine. Tenere insieme le due cose è difficile sì, perché ti mette davanti alle responsabilità. Ma è lì che nasce la canzone. Se menti, si sente.
Nel brano ritorna spesso l’idea del “viaggiare per ritrovarsi”: è qualcosa che hai vissuto più volte nella tua vita?
Sì, più volte. Ogni volta che mi sento incartato, che ho la testa troppo piena, prendo e vado. Non serve finire in capo al mondo. A volte basta una strada senza meta, 3 ore di guida, finestrino abbassato. Il viaggio ti toglie le distrazioni. E quando togli il rumore, ti ritrovi. “Camper” nasce da uno di quei momenti. Famiglia con figli grandi finalmente riunita in viaggio proprio la notte di Natale. Non sei tu che trovi la strada… è la strada che trova te.
Dal punto di vista musicale hai scelto una linea molto diretta, senza troppe variazioni: è stata una scelta precisa per restare coerente con il messaggio del brano?
Esatto, scelta voluta al 100%. “Camper” è una strada dritta. Se mettevo troppi giri, troppi cambi, perdevo il senso del viaggio. Volevo che chi ascolta sentisse la sensazione di guidare: ritmo costante, orizzonte davanti, niente deviazioni inutili. La variazione sta nelle parole, nelle immagini. La musica doveva essere solida, come le ruote sul cemento. Diretta, come il messaggio: vai, senza paura.
Quali artisti o riferimenti ti hanno influenzato maggiormente quando hai costruito questo tipo di sonorità?
Sul sound di “Camper” ho cercato una cosa semplice: una canzone leggera, da cantare col finestrino abbassato. È vero, sono cresciuto con De Gregori, De Andrè, Lucio Dalla, Pino Daniele… Mi hanno ispirato in altre canzoni. Ma su Camper” no. Qui volevo solo un’immagine più spensierata, più estiva. Ho messo da parte i riferimenti e ho seguito la storia che volevo raccontare.


