Da via dei Fori Imperiali, a piazza di Trevi e piazza di Pietra, fino all’area del Pincio: è lungo le direttrici del centro storico più frequentate dai turisti che la Polizia di Stato ha innestato una strategia di contrasto al fenomeno della c.d. “truffa delle campanelle”, il gioco di strada dietro cui si cela un sistema organizzato di raggiri ai danni dei passanti. Solo nelle ultime settimane, gli agenti del I Distretto Trevi-Campo Marzio hanno stretto il cerchio intorno a 41 persone, tutte di origine romena, raccogliendo un bilancio di un arresto e 40 denunce. Ammonta a circa 10.000 euro, invece, la somma di denaro in contanti sequestrata, in parte restituita alle vittime, dopo essere stata sottratta a queste ultime con un raggiro costruito su destrezza, simulazione e pressione psicologica.
Il copione messo in scena è sempre lo stesso: al centro della “cornice operativa”, un uomo manovra le tre campanelle -o bicchieri- sotto cui viene nascosta una pallina, invitando i passanti incuriositi dal gioco a seguirne gli spostamenti ed a tentare la sorte con piccole puntate in denaro. Attorno al regista del gioco, però, si muove una vera e propria regia criminale composta da complici incaricati di simulare vincite facili, fingendosi semplici passanti o turisti incuriositi.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori del I Distretto, le vincite sarebbero in realtà concordate in anticipo per alimentare nei presenti l’illusione di poter battere il banco. La pallina, invece, viene spostata con tecniche di manipolazione tali da rendere impossibile qualsiasi reale possibilità di successo per il malcapitato di turno. In molti degli episodi neutralizzati dagli agenti, a garantire la sicurezza del gruppo vi sarebbero stati, inoltre, soggetti incaricati di fungere da “palo”, posizionati nelle vie limitrofe con il compito di monitorare l’arrivo delle Forze dell’ordine e di avvisare tempestivamente gli altri componenti.
È il caso della “puntata” neutralizzata in via delle Muratte, dove tre complici erano intenti a raggirare i turisti, dividendosi i ruoli di “regista del gioco” e finti giocatori. Parallelamente, in via del Corso, un giovane, in contatto telefonico con gli altri, garantiva il “via libera”. La strategia “a cerniera” elaborata dagli investigatori del I Distretto ha tuttavia consentito di chiudere il “banco” prima che l’alert consentisse loro di dividersi e guadagnare la fuga.
In un altro episodio, il raggiro è poi sfociato in rapina quando la vittima, una volta estratto il denaro, manifestando esitazione sull’opportunità di lasciarsi coinvolgere nel gioco, si è vista improvvisamente strappare con violenza le banconote dalla mano. Subito dopo, il gruppo avrebbe tentato di convincerla a puntare per “recuperare” quanto appena perso. La chiamata all’ 1 1 2 (N.U.E.) ha lanciato il “time out”. Alla notizia dell’arrivo delle pattuglie, uno dei componenti del gruppo avrebbe restituito la somma nel tentativo di sottrarsi alle conseguenze dell’intervento. Insieme ad un complice, è stato tuttavia bloccato sulla via di fuga dagli agenti del I Distretto. Per l’autore della rapina sono scattate le manette nell’immediatezza. Qualche giorno dopo, lo stesso uomo è stato nuovamente intercettato dagli stessi agenti mentre tentava di mettere a segno un analogo raggiro. Bloccato ancora una volta, è stato arrestato. Nei suoi confronti l’Autorità giudiziaria ha disposto la custodia cautelare in carcere.