IRAN, NESSUNO TOCCHI CAINO: ITALIA E OCCIDENTE RISPONDANO ALLA CRISI SCEGLIENDO DEMOCRAZIA E LEADERSHIP FEMMINILE
Elisabetta Zamparutti, tesoriere di Nessuno Tocchi Caino, si appella alle forze politiche italiane affinché intervengano nella crisi iraniana e sostengano concretamente il programma politico in 10 punti per un futuro democratico del Paese di Maryam Rajavi, leader della Resistenza Iraniana. “L’eliminazione fisica della Guida Suprema, l’Ayatollah Khamenei, incarnazione di un regime teocratico e sanguinario, non significa automaticamente la fine della repressione nè dell’oppressione” ha dichiarato Zamparutti secondo cui “un regime non cade solo con la scomparsa del suo vertice: cade quando viene sostituito da istituzioni democratiche, fondate sulla libertà, sulla separazione tra religione e Stato e sul rispetto dei diritti umani, di cui quelli femminili sono parte essenziale. Credo che questo sia il momento in cui l’Italia, l’Europa e l’occidente in generale, USA compresi, per decenni responsabili di una politica di accondiscendenza che ha protratto fino all’inversosimile la durata di questo regime – una politica criticabile quanto l’intervento armato – debbano scegliere: o continuare con ambiguità diplomatica e uso della forza o sostenere finalmente con chiarezza un’alternativa democratica”. Alternativa che esiste, secondo Elisabetta Zamparutti “perché il programma in dieci punti di MaryamRajavi, Presidente del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, indica una strada chiara: parità di genere, abolizione della pena di morte, diritti civili, Repubblica laica.Questo programma è sostenuto da un vastissimo numero di personalità democratiche e liberali. Le donne iraniane-sottolinea- hanno pagato un prezzo altissimo in questi decenni di teocrazia misogina e sono state il cuore della resistenza, in prima linea nelle manifestazioni oltre che nelle strutture organizzative. Sono profondamente convinta che non possa esserci in Iran cambio di regime senza che le donne partecipino ora alla leadership politica. Non come elemento simbolico ma come fondamenta di un ordine democratico duraturo. Questo è il momento della responsabilità da parte di chi vuole costruire un mondo basato sui diritti umani e la libertà, e dunque garantire stabilità e sicurezza in Medio Oriente e nel mondo. Questo è il momento per avviare il riconoscimento politico di Maryam Rajavi, leader della Resistenza iraniana con la formazione di un governo di transizione che la veda protagonista”. E conclude “mi appello alle istituzioni italiane perché considerino i 10 punti di MaryamRajavi come la base di un’agenda di dialogo costruttivo per l’Iran del futuro, libero e democratico”.