Oramai ci hanno preso gusto i Bardomagno di Valerio Storch: il rock epico di tinte medievali che non ha freni e non ha pudori. E per fortuna diremmo noi… la velenosa quanto ironica critica sociale dei nostri torna con un nuovo disco dal titolo “Valvassori del BardFolk” e, forse, mescolando l’America degli Europe a soluzioni più bizzarre da un lato (si guardi ai balli latino americani) e a strumenti di antiche maniere dall’altro, i Bardomagno questo giro hanno scelto l’estetica goliardica in luogo di frecce acuminate al cuore del sistema. Forse… e qui si innestano benissimo le feat di Valerio Lundini e Lorenzo Baglioni… in rete i video sono sempre il vertice di tutto… e mi raccomando: sempre connessi con “Feudalesimo e Libertà”!!!

Chi sono oggi i Bardomagno? Quanto sono cambiati o quanto è cambiato il vostro suono se riguardate il primo lavoro?
Rispetto al primo lavoro “VOL 1” abbiamo cambiato diverse cose: prima di tutto abbiamo sempre maggior risalto, che in questo disco è diventato praticamente esclusivo, ai brani scritti totalmente di nostro punto (a scapito delle versioni parodistiche di canzoni già edite). Anche il sound si è evoluto, cercando di spaziare tra diversi generi (Latino americani, sigle di cartoni animati, rock and roll, punk), pur evolvendosi in generale verso un’anima un pò più rock rispetto al primo album. Questa evoluzione in realtà è evidente già dal nostro secondo lavoro “Li Bardi Son Tornati In Locanda”, con cui quest’ultimo “Valvassori Del BardFolk” è sostanzialmente in continuità.

Questo BardFolk di cui vi fate promotori… al di la di personaggi e citazioni, ci sono elementi storici, o stili musicali precisi a cui fate riferimento?
Si, ovviamente il nostro approccio rimane quello di “feudalizzare” diversi stili musicali (come i sopracitati balli latino americani, o le canzoni per bambini), passando per approcci più rock classici, ma sempre conditi da strumenti folk / medievali (cornamuse, clavicembali, flauti, liuti/bouzouki e corde varie). Dal punto di vista tematico l’approccio rimane sempre lo stesso: attingere dalla storia medievale per trovare spunti comici che riteniamo possano interessare al nostro pubblico

In copertina ho apprezzato molto il gioco “Indovina chi?”… stavate citando quello vero?
Si, nella copertina, che è stata disegnata dal buon Carlo Alberto Fiaschi (fumettista e mio compagno di band dei Nanowar Of Steel), abbiamo voluto inserire degli elementi di dettaglio che rimandassero a tutti i brani presenti nel disco stesso (lasciamo al lettore il compito di individuarli tutti). La citazione ad “Indovina chi” è un riferimento al brano “Indovina l’Eresia”, che appunto descrive una versione un pò più “ardente” del gioco che conosciamo noi 😀

Le collaborazioni con Lundini e con Baglioni… come sono nate? Perché al primo soltanto una piccola parte quasi un poco “nascosta”?
Entrambe le collaborazioni sono nate perchè ritenevamo gli ospiti perfetti per il ruolo che la canzone prevedeva per loro. In particolare, “Notte Prima Degli Esami Di Storia” è un brano dedicato a tutti gli studenti che devono affrontare un esame o una verifica di storia, e chi meglio di Baglioni sarebbe stato in grado di parlare agli studenti?

Per quanto riguarda “Rolando Lo Scureggione”, che racconta la storia del più famoso petomane della storia realmente esistito “Roland The Farter” (che fu insignito anche di titolo di nobiltà in virtù delle sue roboanti esibizioni), abbiamo chiesto a uno dei comici più bravi ed in vista del momento, Valerio Lundini ( di cui siamo grandissimi fan perlatro) di cimentarsi nel ruolo di Rolando, cosi come già previsto nel brano.
Inutile dire che non esistono parole in grado di esprimere la nostra immensa gratitudine ad entrambi per il grande lavoro svolto.

E per il prossimo disco? Se vi chiedessi di pensare ad una collaborazione che avete nei sogni chiusi in un cassetto?
Non abbiamo mai fatto mistero dei nostri sogni: per noi sarebbe veramente un onore poter collaborare con chi reputiamo i nostri maestri, ossia “Elio E Le Storie Tese”, di cui siamo grandissimi fan da sempre. D’altro canto, un altro sogno per noi sarebbe poter avere l’onore di scrivere un brano (o magari un intero disco) a 4 mani direttamente con il professor Barbero. Siamo ben consci che entrambi i sogni sono praticamente irrealizzabili.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

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