E qui andiamo subito a richiamare alla mente Garbo ma anche il più moderno Ottodix. E qui ci aspettiamo quel drumming compatto, quell’Italia che scopriva le macchine programmabili ben prima del nuovo millennio. E qui citiamo i producers Bruno J e Uomo Stokastico che ci regalano un primo lavoro dal titolo emblematico: “Linguaggio macchina”.

Provate a metterlo su: il clubbing, la notte, il sex-appeal di certi modi funk alla George Michael dentro brani come “Scelgo te”, quel rolling cibernetico che un poco mi fa pensare ai giovanissimi Zoostat dentro “Numeri primi”... e poi le antiche soluzioni pop un poco alla Righeira (ma decisamente più impegnate) dentro “Balcanica”… e così via. Tracce di distopia e gocce di post-rock colpiscono dentro la chiusa “Dormi ancora”: un EP che cattura l’attenzione per il suo anacronismo spietato e per un certo modo di farci ricordare tempi che molti di noi nostalgici degli anni ’90 considerano ultimo avamposto di una certa qualità musicale. Di certo anche noi ci accodiamo alla critica che avrebbe voluto evitare l’intelligenza artificiale per il video di lancio

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.