MBX riportano al centro il suono hardcore, lontano dalle logiche commerciali e vicino alle strade che li hanno cresciuti. Il singolo “Bravi Ragazzi” mescola riferimenti cinematografici e simbolismo urbano, raccontando una generazione che non smette di cercare rispetto e autenticità.

Il tuo singolo di debutto ha un forte impatto sonoro e visivo: quanto è importante per te l’immagine nella musica oggi?

Il panorama musicale odierno è costellato di immagini e personaggi, a volte a scapito, purtroppo, dei contenuti e persino del talento. Cerchiamo di trovare un equilibrio, mantenendo i nostri valori fondamentali e cercando di trasmetterli, anche attraverso un’immagine che possa attrarre nuovi ascoltatori.

“Bravi Ragazzi” è un manifesto della vostra identità. Quanto sono personali i vostri versi?

Ogni singolo verso del singolo. Proprio come i loro brani precedenti, ogni verso riflette le esperienze personali dei membri della crew. Crediamo che per parlare di determinate situazioni e trasmettere all’ascoltatore ciò che si prova e si pensa, sia necessario averle vissute in prima persona.

Qual è stata la principale ispirazione dietro la scelta di rendere omaggio al film “Quei bravi ragazzi”?

Il riferimento alla “Vecchia Scuola” ci ha fatto subito pensare a quel film. Gli incontri, il cibo, gli abiti classici: tutto richiama quell’immagine di rispetto, lealtà e coerenza che viene rappresentata nel film e che ci sforziamo di trasmettere.

Come vivi il passaggio da un progetto musicale a un vero e proprio movimento culturale come MBX?

In realtà, più che una transizione, la vediamo come un’unione messa nero su bianco di una realtà già esistente. Essendo amici da molti anni, ci conoscevamo bene: la musica e gli eventi di Haen MC e Zapata J; lo sport e il brand del manager e imprenditore El Bravo. Il legame c’era già, e con MBC l’abbiamo ufficializzato.

Nel tuo equipaggio c’è anche una squadra sportiva: quanto è importante il legame tra musica e comunità?

Il rap ha sempre fatto parte della nostra comunità; così come nel nostro quartiere c’è sempre stata una squadra amatoriale di calcio a 11, dove abbiamo giocato tutti fin da bambini. La squadra è sempre stata un punto di riferimento per il quartiere, soprattutto grazie a “El Bravo”, che, senza alcun profitto, l’ha guidata negli ultimi 15 anni, con vittorie combattute e sconfitte a volte ingiuste. Ma quando si parte dal basso e si ha successo, nello sport come nella musica, troppo spesso si incontrano ostacoli che hanno più a che fare con il budget che con il talento.

Vogliamo quindi proseguire il nostro progetto di collegamento e stiamo attualmente creando una squadra di calcio a 8, chiamata “Atletico mbx”.

Qual è la sfida più grande nel portare un messaggio autentico e “crudo” sulla scena musicale attuale?

Il rap underground e chi lo sostiene sono sicuramente meno gestibili per chi muove il grande pubblico musicale; quindi si può dire che la sfida più grande sia riuscire a emergere nonostante le avversità. Tuttavia, per noi, questo è più uno stimolo che un ostacolo, che ci spinge a continuare e a impegnarci sempre di più!

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.