Con il nuovo singolo, Sir Francis riafferma il valore di un rap che non teme di scavare nell’interiorità. Tra esperienze personali, riflessioni universali e un sound curato nei dettagli, “My Soul” è un brano che unisce immediatezza e profondità, restituendo al genere urban la sua vocazione più autentica.

Nel brano si percepisce un forte desiderio di autodeterminazione: come vivi il rapporto con le aspettative esterne?

Molto semplicemente. Le percepisco, le ascolto quando emergono in maniera esplicita, ne traggo ciò che c’è di buono ed ignoro ciò che non serve. Ma poi ci sono i miei desideri, le mie aspirazioni, i miei bisogni: la mia anima.

Quali artisti o generi ti hanno maggiormente influenzato nella tua formazione musicale?

Al centro di tutto c’è il rap, con tutte le sue declinazioni, dal primo hip hop alla trap. Poi c’è tutta la musica intorno, dal rock al soul, passando per il jazz, il cantautorato, musica classica ed elettronica. Di artisti ormai ne potrei elencare centinaia. Ti dico solo il rapper che ha cambiato la concezione che avevo di questo genere, il primo Italiano che mi ha fatto pensare che avrei potuto seguire questa strada: Gemitaiz.

C’è un verso di “My Soul” a cui sei particolarmente legato? Perché?

“Eternamente convinto delle mie scelte, col cazzo che fingo, anche sbagliando e perdendo io vinco”. Credo che in questo verso sia racchiuso tutto il senso del brano. Ognuno col suo modo di essere affronta le cose della vita, si sbaglia e si perde, ma con amor proprio e coerenza si può andare avanti.

Com’è cambiato il tuo approccio alla scrittura rispetto ai tuoi primi brani?

Moltissimo. All’inizio mi concentravo quasi esclusivamente sul flow, sulla metrica. Brano dopo brano cerco di concentrarmi sempre di più sul significato, dietro ogni parola. Oggi sono alla ricercar del mix perfetto tra le due cose, per rendere ogni brano un’esperienza unica.

In che modo la tua musica affronta anche tematiche sociali o culturali?

La mia musica è un viaggio interiore, cerco di raccontare le mie storie che potrebbero essere quelle di chiunque altro. In questo contesto cerco di inserire anche tematiche sociali e culturali. Esse sono per me fondamentali, vanno affrontate, soprattutto quelle che vengono raccontate male oppure non vengono mai toccate. Il rap è nato anche per questo.

Qual è secondo te il ruolo del rap oggi nel raccontare il vissuto delle nuove generazioni?

Secondo me ha un ruolo molto importante, perché di fatto è uno dei generi più ascoltati da noi ragazzi. Come ho accennato questo è un genere nato per affrontare tematiche delicate, nato per toccare corde che i progetti mainstream riescono a fare molto limitatamente. Come il rap molti altri generi urban. La musica underground è fondamentale.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

More Posts - Website

Follow Me:
TwitterFacebookGoogle Plus

Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.