Per Antonio La Rosa l’arte è cura e rivelazione: un linguaggio universale che parla alla mente e al cuore. Nel libro “Vivo dove sto”, l’autore affronta sogni, viaggi, pace e guerra, proponendo un invito a vivere il presente e a ritrovare se stessi attraverso la bellezza.

Antonio, è un piacere averti qui. “Vivo dove sto” occupa un ruolo importante all’interno della tua carriera artistica?

Grazie, sono felice di fare questa chiacchierata! Si decisamente. Si tratta di una tappa che ha creato un ponte diretto e profondo con tantissime persone. Reputo sia importante nel mio percorso poiché sintesi di un lungo periodo di ricerca. E poi unisce scrittura e pittura in un unicum, cosa a cui tengo molto. Ho imparato tanto nel percorso fatto per realizzare tutto il progetto, che, per la cronaca, non si è consumato con la pubblicazione del libro VIVO DOVE STO. Infatti si concluderà nel momento in cui tutti i millesimi contenuti dentro le copie del libro verranno riuniti per ridare forma compiuta al quadro da cui hanno origine. Tagliare in mille pezzi un quadro realizzato con passione, amore e dedizione è stato un passaggio molto impattante che ha esso stesso un significato profondo. Ossia quello di saper sacrificare qualcosa per uno scopo superiore, sapersi alleggerire e sapersi distaccare dalla materia. Compiere quel gesto è stato un atto catartico. In quel momento erano presenti alcuni ragazzi dell’accademia di belle arti di Roma, per darmi una mano. In due hanno preso le forbici insieme a me e nel momento in cui avremmo dovuto iniziare a tagliare il grande quadro, ricordo che si sono fermati dicendo che non se la sentivano di farlo! Questo mi ha fatto riflettere molto, soprattutto sul fatto che stava accadendo qualcosa di speciale, qualcosa di forte.

Dal punto di vista stilistico, quali autori ti hanno influenzato e perché?

Nella scrittura non ho dei riferimenti specifici, a livello conscio. Non mi sono ispirato volutamente ad altri autori, ciò nonostante reputo inevitabile ricevere delle contaminazioni, soprattutto leggendo i grandi della letteratura. Ragionando a voce alta direi che J. Prevert potrebbe essere uno di questi. Fu il primo poeta letto al di fuori dei testi scolastici obbligatori e a seguire N. Hikmet a cui ne sono seguiti tantissimi altri, stranieri e italiani. Mi diede una grande scossa emotiva. Quel turbinio di parole mi avvolse l’animo! E i versi sciolti dal ritmo incalzante suonavano una melodia che mi piacque molto.

Credi che l’arte, in qualsiasi sua forma, sia un mezzo salvifico?

Credo proprio di si. Così come la medicina e la scienza possono salvare un corpo umano, sono certo che l’arte abbia un potere salvifico per la mente, per il cuore. È un qualcosa che arriva dentro e non necessita di troppe spiegazioni. Dona emozioni, a volte bellezza. Pone interrogativi, è provocatoria, racconta il proprio tempo, spesso sconfina nel presagio e permette a ognuno di toccare i confini dell’altrove. L’arte ha sempre fatto parte della vita dell’essere umano. Non saprei immaginare un mondo senza. Sebbene va tenuto conto che può essere salvato quasi esclusivamente chi vuole farsi salvare. Perciò il mondo dell’arte tutta va frequentato, vissuto, incentivato.

Quali sono i temi della raccolta che ti stanno più a cuore?

Il tema principale lo racconta il titolo VIVO DOVE STO, il che sta a significare “Antonio” ricordati di vivere dove sei, sempre, ovunque tu sia, vivi il respiro. Attingi al passato come radice e pure al futuro, credi nei sogni, lotta per essi, ma ricorda: la vita si compie e non chiede il permesso e tutto ciò accade nell’unico luogo possibile, il presente.

Un altro tema che mi sta molto a cuore è il sogno come motore trainante. E poi il viaggio come luogo in cui trovare la vera ricchezza ancor prima di raggiungere la meta. Fra gli altri temi uno essenziale è il rapporto dell’essere umano con se stesso e con il prossimo, per giungere al tema della pace e della guerra, raccontato in diversi pensieri fra cui ELEGIA DI UN MILITE IGNOTO.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.