Nikimena racconta “I tre re” come uno sfogo dell’anima, un romanzo capace di toccare lo spirito e rinnovare il legame con la vita. Tra personaggi intensi e simbolici, l’autrice svela un mondo in cui la bellezza sta nell’accogliere le differenze e vivere pienamente.

Un caro saluto a te, Nikimena. Come hai scelto il titolo del romanzo “I Tre Re”?
Grazie è un piacere, il titolo I Tre Re, l’ho scelto per la semplicità, scegliere il nome di un libro è come dargli un’identità, ma allo stesso tempo è come scegliere il nome di una persona, raramente un nome può dare l’idea di come è la persona per cui il nome lo rappresenta solo per quanto concerne il simbolo del libro ossia Tre Re uniti. Quante volte ad un bel nome complesso, esageratamente attraente, corrisponde una persona per niente bella, per niente attraente? E quante altre volte invece il nome di una persona è semplice, un nome banale, o comune ci stupisce per la bellezza estrema di quella persona? Ecco io volevo un nome semplice perché chi lo legge deve poi farsi una vera idea di quello che il libro è davvero. Infatti se il nome è semplice il libro non lo è affatto, è come per le persone, questo nome è stato messo sul libro perché poi leggendo il libro, bisogna farsi una vera idea di ciò che significa amare il titolo, sapendo cosa rappresenta, e che dopo averlo letto, resti una sensazione positiva anche solo sentendo il titolo, esattamente come quando conoscendo una persona che ci piace, al solo sentire il suo nome, noi stiamo meglio. Il titolo quindi rappresenta ciò che nel libro è essenziale, ma non si poteva trovare un nome più rappresentativo per un libro come questo.
Come lettrice dell’anima, cosa cerchi di trasmettere attraverso i tuoi personaggi?
Vorrei creare in colui che legge il libro il desiderio di amare in vari modi non solo amore tra innamorati, ma fraterno tra padri e figli e amici e allo stesso tempo il desiderio di andare a fondo coi propri simili, di non fermarsi alle apparenze, di non negarsi il piacere di un abbraccio, ma anche di aiutare coloro che non riescono ad essere umani per vari problemi, coloro che non possono in alcun modo farcela senza chi gli sta vicino, vorrei anche trasmettere una cosa nuova, l’idea ferma e potente che nulla in questa vita è senza ragione, ma soprattutto, che non dobbiamo essere per forza tutti uguali, dovremmo amare le differenza e le particolarità di ognuno e rispettarci per ciò che siamo, non omologarci oppure essere tutti allo stesso modo, pensare allo stesso modo. Vorrei trasmettere la forza dei sentimenti e molti concetti minori, come eliminare le discriminazioni, un re o un servo sono solo due persone e non vale più l’una rispetto all’altra, una coppia o una persona senza figli non è meno valida di una coi figli, e saprebbe crescerli. Un senza tetto può essere valido quanto un re, sé ha una possibilità di essere un re. Un omosessuale non va chiamato omosessuale, per me è una discriminazione considerare le persone etero o omosessuali o Lgbtq+ non è l’identità sessuale che fa la persona, ognuno dovrebbe solo essere un essere umano, una persona identificata col suo nome e basta non rispetto a ciò che fa in privato. Le apparenze ingannano sempre, ci vuole comunicazione tra le persone se no, ci si confonde e tutto va male, spesso le voci sulle persone sono bugie, non bisogna giudicare da ciò che la massa dice, ma dal comportamento della persona. Tutti questi sono concetti secondari nel libro che insieme ai sentimenti principali nel libro come affetto, amore, dolore, e a tante altre cose, vengono trattati, come anche questa vita è quella che verrà dopo, ogni concetto è chiaro, per questo consiglio di leggerlo almeno una seconda volta. Come lettrice dello spirito umano, vorrei trasmettere ciò che osservando lo spirito umano ho imparato, nel libro vorrei trasmettere ciò che fa bene al nostro spirito e ciò che lo logora e distrugge, avvisare il mio prossimo, smetterla con sentimenti negativi che quando ci circondano possono ucciderci in svariati modi, mentre se siamo circondati da sentimenti positivi, neppure la morte può ucciderci.
C’è un passo a cui il lettore dovrebbe rivolgere particolare attenzione?
C’è n’è più di uno, anche una delle poesie dovrebbe attirare l’attenzione, (la foglia e l’albero) per esempio, in cui è spiegato chiaramente il senso della vita umana e perché alcuni muoiono prima e altri dopo e che non dipende dalla forza o da fattori come una vita sana, nel libro è spiegato il perché succede, ma soprattutto perché nel uno o nel altro caso ossia se si muore in giovane età, oppure in vecchiaia oppure comunque durante la vita, ciò che conta è il percorso e come lo abbiamo vissuto. Comunque il libro è ricco di passi a cui porre attenzione, per questo, consiglio una seconda rilettura perché in alcuni passi i concetti multipli possono sfuggire al lettore, e quindi leggerlo una sola volta potrebbe essere riduttivo. Questo non è il solo libro di questo tipo, ne ho letti altri e penso che anche altri autori abbiano volutamente includere più fatti essenziali perché il libro possa essere riletto coscientemente una seconda volta. Quindi non ho un solo passo essenziale, per me questo libro va solo letto più di una volta.
A chi consiglieresti il tuo libro? Che tipo di lettore può trovarsi, o ritrovarsi, tra le tue pagine?
Un lettore che ama libri ricchi di particolari, ma anche di emozioni in cui ci si immedesima nella storia, ma non si diventa il personaggio principale come di solito, si comprende il personaggio come se potessimo essere lì accanto a loro e vivere tra loro, con loro e sentire e vedere oltre le apparenze ciò che vedono e provano i personaggi, vedere il loro spirito, comprenderli così a fondo che qualcuno potrebbe piangere cosa che già mi è stata detta, ma anche ridere, e sentire il cuore a pezzi, per poi gioire con loro. Un lettore curioso e appassionato, oppure un lettore che da tempo si sente annoiato e senza stimoli, con questo libro sia l’uno che l’altro possono trovare una storia autentica e ricca. Inoltre mi piacerebbe che chi lo legge mi dicesse cosa ha provato e non solo se il libro gli è piaciuto o meno, mi interessa sapere i sentimenti che ha provato leggendolo.


